Chef Alì
Sono Alì e vengo da Bethlehem (Palestina). Vivo in Italia nella città di Reggio Calabria e sono uno chef.
22/02/2026
Oggi ho preparato un piatto che unisce Calabria e Palestina in un solo boccone.
Ho cucinato delle cozze fresche alla maniera calabrese e le ho servite con riso disposto con cura e un’insalata con tahina preparata alla maniera palestinese.
Un mix semplice, ma pieno dell’anima di due luoghi che porto nel cuore.
Questo piatto non è solo cibo: è una storia di viaggio, una memoria viva e un tocco di casa che mi accompagna ovunque.🦪🇵🇸✌️
14/01/2026
🐟🇵🇸Pesce spada alla palestinese - un piatto, una memoria
Oggi, nella mia cucina nel sud Italia, ho cucinato il pesce spada come lo farebbe mia nonna in
Palestina.
Non bastava l'olio d'oliva: ci ho messo il zatar delle colline di Ramallah, il cumino dei mercati di Nablus, il peperoncino rosso di Gaza.
Ogni spezia racconta una storia, ogni aroma è un ritorno.
Quando il pesce ha toccato la padella, il vapore si è alzato come una preghiera.
Profumo di mare, ma anche di nostalgia.
Non era solo pranzo: era un viaggio verso casa.
Verso Giaffa. Verso Acri. Verso una costa che non ho mai dimenticato.
Servito con pane taboon, prezzemolo fresco e limone, questo piatto non è solo cibo.
È resistenza. E identità. E amore.
05/10/2025
La cucina palestinese: un incontro di sapori, identità e cultura in tempi di conflitto
In una casa incantevole affacciata sul mare calabrese, dove ogni dettaglio intreccia passato e presente, si è svolto un incontro caloroso che ha offerto molto più di un semplice pasto. È stato un omaggio all’identità palestinese, una finestra aperta sul nostro mare in Palestina, come se il luogo stesso sentisse nostalgia delle coste di Gaza, Akka e Jaffa.
La cucina palestinese non è solo un insieme di ricette, ma una narrazione culturale radicata nella terra e nella memoria. Piatti come il musakhan, con olio d’oliva e sommacco, raccontano la generosità palestinese; la maqluba, con i suoi strati rovesciati, simboleggia il capovolgimento della realtà e il legame con le radici; mentre il maftoul, preparato a mano, riflette lo spirito di collaborazione familiare e la celebrazione delle tradizioni.
In tempi di conflitto, cucinare diventa un atto di resistenza. Presentare i piatti palestinesi in contesti internazionali significa affermare l’identità e contrastare i tentativi di cancellare il patrimonio culturale, riproponendolo con orgoglio. Il cibo, in questo contesto, non è solo nutrimento, ma memoria, testimonianza e amore che non si dimentica.
La casa calabrese che ha ospitato questo incontro, con la sua vista sul mare, non era solo un luogo fisico, ma un’estensione della memoria palestinese. L’unione tra il patrimonio palestinese e l’ambiente italiano ha creato un mosaico culturale unico, come a dire: “Siamo qui, ma portiamo la Palestina nei nostri dettagli, nei nostri sapori, nelle nostre storie.”
Così, tra l’aroma dell’olio d’oliva e del timo, nel calore del mare e nel suono della nostalgia, questo incontro è stato più di un’occasione: è stato un momento di appartenenza, di amore e di resistenza silenziosa che si racconta attorno a una tavola. Grazie di Piccola Biblioteca sul mare
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