Libera Rimini
Libera Rimini è il coordinamento provinciale di "Libera. Associazioni, Nomi e Numeri contro le Mafie"
02/07/2026
🟠 Quella di oggi è una giornata importante e, per me, anche profondamente emozionante. Ho seguito il dibattito alla Camera con grande partecipazione, pensando alle donne e ai bambini che ho guardato negli occhi in questi anni e che continuo a seguire nei loro percorsi di emancipazione e di libertà. A loro è dedicato questo risultato.
è una legge che mette al centro la cultura della legalità e della responsabilità perché contrastare le mafie non significa soltanto intervenire dopo che i reati sono stati commessi, ma arrivare prima. Significa prevenire, proteggere e costruire alternative concrete per donne e minori che scelgono di rompere con i contesti mafiosi.
Abbiamo una responsabilità enorme verso queste donne e questi bambini che oggi spesso non rientrano ancora in una piena fattispecie giuridica di tutela. Questa legge unisce il diritto alla dimensione sociale, valorizza il ruolo delle istituzioni e dell’associazionismo e costruisce una rete di protezione reale. Quando la lotta alle mafie si fa davvero, partendo dalla cultura, dall’educazione, dalla possibilità di scegliere una vita diversa, allora lo Stato ha vinto. È un messaggio profondamente repubblicano: la Repubblica si prende cura delle persone più fragili, offre strumenti di emancipazione e rende effettivi i diritti.
Sono molto emozionata anche perché da questo dibattito è emersa con forza una consapevolezza condivisa: la lotta alle mafie è anche costruzione di opportunità, protezione e accompagnamento verso una vita nuova. È questa la connessione più autentica con i valori dell’antimafia sociale e costituzionale. Per questo rivolgiamo un appello a fare presto. Il Paese ha bisogno di questo strumento e queste persone non possono più aspettare. Ogni giorno ci chiedono una cosa semplice e potente insieme: poter vivere. Dotare rapidamente l’Italia di questa legge significa dare loro fiducia, sicurezza e futuro. 🟠
17/06/2026
Non solo Sud. Le sono anche qui.
✏️ La delibera del CSM dell’11 giugno individua undici Procure distrettuali situate in aree ad alta densità mafiosa - quasi tutte al Sud, con l'unica eccezione di Roma - per agevolare la nomina di magistrati con comprovata esperienza antimafia alla guida di questi uffici strategici. Un provvedimento importante che rischia però di far passare un messaggio sbagliato: la geografia della criminalità organizzata è radicalmente cambiata e non può più fermarsi al Meridione. E di conseguenza anche gli strumenti di osservazione devono evolversi. I processi contro le mafie in tutto il Centro e il Nord Italia raccontano una presenza pervasiva di organizzazioni che si sono evolute, unendo violenza a reati economici, radicandosi in profondità nei tessuti economici, sociali e culturali di tutte le regioni, come raccontano le sentenze definitive, le storie, i dati anche in Emilia-Romagna, Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto, Toscana e non solo.
Per questo abbiamo organizzato un'azione congiunta nelle principali piazze del Centro e del Nord Italia con l’obiettivo è favorire una maggiore consapevolezza sulla diffusione nazionale del fenomeno mafioso e sull’importanza di strumenti di analisi capaci di coglierne le trasformazioni. Perché riconoscere la mafia solo dove fa più rumore significa non riconoscerla dove è pericolosa e fa più danni.
📍 In Emilia-Romagna l’appuntamento il 18 giugno è doppio: a Bologna alle ore 12 in Piazza dei Tribunali e a Reggio Emilia alle ore 13 davanti al Tribunale in via Paterlini.
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