Cobas Scuola Roma

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L'Associazione, politico sindacale, ha come scopo sociale la difesa ed il miglioramento delle condiz

26/05/2026

Con la nota n. 11814 del 6 maggio 2025 avente per oggetto: Anno scolastico 2026/2027 – Istruzioni e indicazioni operative in materia di supplenze al personale docente ed educativo. il MIM comunica la modalità e la tempistica per la scelta delle 150 preferenze (scuole, distretti, comuni, provincia).

La domanda dovrà essere presentata in modalità telematica su Istanze on line (Informatizzazione nomine supplenze) dalle ore 14,00 del 16 luglio alle ore 14,00 del 29 luglio 2026.

Supplenze annuali finalizzate alla nomina in ruolo (GPS I fascia sostegno o elenchi aggiuntivi). Fase provinciale.

Possono partecipare i docenti inseriti a pieno titolo nella GPS I fascia sostegno o elenchi aggiuntivi; i docenti già di ruolo (che abbiano superato il periodo di prova al 01/09/2025 o prima). Non hanno titolo a partecipare alla procedura gli aspiranti inclusi con riserva nella prima fascia delle GPS per i posti di sostegno, in quanto in attesa del conseguimento/riconoscimento del titolo di specializzazione e i docenti tenuti allo svolgimento dell’anno di prova. Ai sensi dell’articolo 2, comma 2, punto 3-quater, del decreto-legge 7 aprile 2025, n. 45, convertito con modificazione dalla legge 5 giugno 2025, n. 79, l’assegnazione di una delle sedi indicate nella domanda comporta l’obbligo di accettazione espressa entro 5 giorni o, comunque, entro il 1° settembre qualora l’assegnazione intervenga a decorrere dal 28 agosto. La mancata accettazione della sede entro il suddetto termine è considerata d’ufficio come rinuncia alla nomina e determina la decadenza dall’incarico conferito.

Supplenze annuali finalizzate alla nomina in ruolo (GPS I fascia sostegno o elenchi aggiuntivi). Fase interprovinciale.

I docenti di sostegno in prima fascia GPS che hanno partecipato alla procedura senza rinunciare, ma non hanno ricevuto nomina, possono fare domanda online per i posti vacanti in altre province (anche di altre regioni). Nell’istanza indicano province e tipi di sostegno richiesti. Domande aperte dal 14 agosto ore 14 al 18 agosto ore 12. Dall’apertura di questa fase non sono più possibili surroghe provinciali per rinunce.

Chi ottiene una sede deve accettarla entro 5 giorni (o entro il 1° settembre se assegnata dal 28 agosto); altrimenti decade dalla nomina. L’accettazione esclude la continuità didattica, altre supplenze GPS e interpelli. Nella procedura interprovinciale, basta l’assegnazione della provincia per perdere il diritto ad altre supplenze, anche se si rinuncia. Chi non presenta domanda o non riceve incarico può partecipare alle successive nomine a tempo determinato.

Continuità dei docenti a tempo determinato su posto di sostegno.

Conclusi i conferimenti dei contratti a tempo indeterminato e determinato finalizzati al ruolo, gli uffici scolastici procederanno alla conferma dei docenti di sostegno per garantire la continuità didattica.

Possono essere confermati:

docenti specializzati sullo stesso grado, nominati nel 2025/2026 tramite G*E, GPS, graduatorie d’istituto (anche viciniori) o interpello;
docenti non specializzati inseriti in seconda fascia GPS, se nominati da scorrimento provinciale della stessa;
docenti non specializzati non inseriti in GPS, se nominati da scorrimento incrociato G*E/GPS;
docenti di ruolo assegnati su sostegno ai sensi degli artt. 47 o 70 CCNL.
Non possono essere confermati:

docenti non specializzati nominati da graduatorie d’istituto o interpello;
docenti con supplenze brevi.
La conferma comporta l’esclusione da tutte le successive procedure di supplenza, compresi gli interpelli. Chi rinuncia alla conferma partecipa regolarmente alle nomine provinciali e d’istituto.

Supplenze annuali o fino al termine delle attività didattiche (G*E e GPS posto comune e/o sostegno).

Per le supplenze annuali (31 agosto) e fino al termine delle attività didattiche (30 giugno), il sistema utilizza prima le G*E e, in caso di esaurimento o insufficienza, le GPS.

Gli aspiranti già inseriti nelle GPS del biennio precedente che non presentano domanda di aggiornamento/permanenza né l’istanza per le supplenze 2026/2027 vengono esclusi dalle GPS e dalle relative graduatorie di istituto per tutto il nuovo biennio.

I docenti di ruolo che partecipano alla procedura possono indicare esclusivamente posti interi.

È previsto il recupero dei docenti che non ottengono incarico per assenza di disponibilità nelle sedi scelte. Non sono considerati rinunciatari e possono partecipare ai successivi turni di nomina sulle sedi indicate.

In caso di supplenza a orario non intero, il docente mantiene sempre il diritto al completamento orario nella stessa provincia fino al raggiungimento dell’orario obbligatorio.

Il completamento avviene con modalità diverse:

per spezzoni fino al termine delle attività didattiche, senza frazionamento delle disponibilità;
per supplenze brevi e saltuarie, anche con frazionamento orario, purché compatibile con il servizio e con la continuità didattica.

20/05/2026

Dopo lo sciopero del 6 e 7 maggio i COBAS ribadiscono: basta prove Invalsi!

Come organizzazione sindacale, raccogliendo le numerose segnalazioni provenienti dalle/dai docenti di diversi territori, riteniamo necessario esprimere una forte preoccupazione rispetto alle modalità con cui vengono gestite le attività connesse alle prove INVALSI, in particolare per quanto riguarda la scuola primaria e le procedure di correzione, inserimento dati e tabulazione delle risposte degli alunni. Le comunicazioni inviate ai docenti, da parte dell’INVALSI, nelle quali si dispone l’assegnazione di classi e materie per l’inserimento delle risposte degli studenti scuola primaria all’interno delle piattaforme predisposte dall’INVALSI, evidenziano ancora una volta un meccanismo organizzativo che scarica impropriamente e illegittimamente sulle scuole e sulle/sui docenti attività che non rientrano nelle ordinarie funzioni didattiche né negli obblighi contrattuali.

Occorre ribadire con chiarezza un principio fondamentale. Il personale scolastico non dipende dall’INVALSI, svolge la propria attività nell’ambito delle prerogative definite dalla Costituzione, dal contratto collettivo nazionale e dagli Organi Collegiali. L’INVALSI è un ente di valutazione del sistema educativo e non può trasformarsi, nei fatti, in un soggetto che impartisce disposizioni operative dirette al personale docente imponendo procedure, tempi e carichi di lavoro aggiuntivi. Le richieste rivolte ai docenti appaiono particolarmente gravose oltre che improprie e illegittime. Presenza anticipata nei plessi scolastici, permanenza prolungata nelle classi, consultazione di manuali di somministrazione, accessi obbligatori a piattaforme digitali, inserimento di dati e continue verifiche dell’area riservata per eventuali variazioni organizzative. Tutto ciò comporta un aggravio evidente delle condizioni di lavoro, sottraendo tempo alla progettazione didattica e alle attività di insegnamento.

La questione diventa ancora più rilevante se si considera che l’INVALSI riceve ingenti finanziamenti pubblici proprio per la gestione delle attività di rilevazione, monitoraggio e valutazione del sistema scolastico nazionale, circa trenta milioni di euro ogni anno. È pertanto legittimo chiedersi per quale motivo le operazioni di somministrazione, correzione, tabulazione e caricamento dei dati debbano ricadere sulle scuole e sui docenti. L’impressione diffusa tra il personale è che si sia consolidato nel tempo un sistema fondato sulla disponibilità obbligata delle scuole, considerate come terminali operativi di procedure centralizzate. Si tratta di una deriva che rischia di compromettere e di alterare la funzione educativa/formativa.

A destare perplessità è anche l’atteggiamento di alcune/i Dirigenti Scolastiche/ci che, anziché contrastare tali pratiche o quantomeno sottoporle a un confronto collegiale, finiscono spesso per assumere una posizione meramente esecutiva e accondiscendente nei confronti delle richieste provenienti dall’INVALSI. La Dirigenza scolastica non dovrebbe limitarsi a trasmettere disposizioni operative alle/ai docenti, ma tutelare il personale da carichi impropri e da procedure che eccedono le attività didattiche e formative. In numerosi casi segnalati, invece, si assiste alla predisposizione di turnazioni obbligatorie, all’imposizione di orari aggiuntivi e a richieste di prestazioni che spesso non risultano formalmente deliberate dagli Organi Collegiali Competenti.

E’ ancora più importante la riflessione sulla reale utilità pedagogica delle prove INVALSI. Da anni il mondo della scuola discute sull’effettiva capacità di tali rilevazioni di migliorare la qualità dell’insegnamento o di ridurre le disuguaglianze educative e territoriali. I risultati concreti, tuttavia, appaiono nulli. Anzi, le differenze sociali, economiche e territoriali continuano a incidere pesantemente sugli apprendimenti delle/dei discenti e non possono essere superate attraverso prove standardizzate. Le disuguaglianze scolastiche si combattono con investimenti strutturali, riduzione del numero di alunni per classe, stabilizzazione del personale e incremento delle risorse. Le prove standardizzate, al contrario, rischiano spesso di ridurre la complessità dei processi di apprendimento a semplici dati numerici, favorendo logiche classificatorie che poco hanno a che fare con la formazione delle/degli alunne/ i.

Nella scuola primaria tali criticità risultano ancora più evidenti. L’apprendimento delle/dei bambine/i necessita di tempi distesi, relazioni educative significative e percorsi individualizzati. La pressione legata alla somministrazione delle prove, alla raccolta dei dati e al rispetto di procedure standardizzate introduce invece elementi estranei alla serenità dell’ambiente educativo. La crescente invasività delle procedure INVALSI produce un progressivo spostamento dalla Scuola agli organismi esterni di valutazione. Si tratta di una forma di intromissione che rischia di svuotare il ruolo degli Organi Collegiali e di comprimere la libertà di insegnamento garantita dalla Costituzione. La Scuola ha bisogno di risorse. Il personale scolastico continua quotidianamente a garantire il funzionamento con grande senso di responsabilità. Per questo riteniamo non più rinviabile una riflessione seria sul rapporto tra INVALSI, istruzione e Istituzioni Scolastiche. Bisogna restituire centralità alla funzione educativa/formativa e rispettare il ruolo fondamentale dei/delle docenti e di tutto il personale scolastico.

Domenico Montuori Esecutivo nazionale COBAS Scuola

29/04/2026

6 e 7 maggio Sciopero generale della Scuola con manifestazioni territoriali.

A Roma il 6 (ore 10), al Ministero dell'Istruzione (V.le Trastevere).

I COBAS SCUOLA indicono lo sciopero generale delle scuole di ogni ordine e grado per le intere giornate del 6 e 7 maggio con i seguenti obiettivi:

Contro le prove Invalsi. Il 6 e 7 maggio nella scuola Primaria vengono somministrate le prove Invalsi; scioperando, si potrà impedire lo svolgimento di questi quiz inutili e dannosi che: a) non hanno determinato sviluppi positivi nel sistema educativo; b) non misurano competenze poiché sono costituite da test decontestualizzati a risposta chiusa o aperta univoca; la valutazione delle competenze richiede strumenti specifici; c) hanno diffuso nelle scuole la pratica del /teaching to test/, sottraendo tempo e attenzione alla didattica attiva.

Recupero di almeno il 30% del potere d’acquisto di docenti ed ATA. Negli ultimi 30 anni, il potere d’acquisto di docenti ed ATA si è ridotto di circa il 30%. Gli aumenti del 6% nel contratto-miseria appena firmato non solo non compensano il forte calo dei salari, ma sono lontanissimi pure dal coprire l'inflazione del 14,8% dell'ultimo triennio. Questa continua perdita svaluta la funzione educativa, impoverendo le condizioni di vita di docenti e ATA. La qualità dell’istruzione dipende anche dal riconoscimento economico dei suoi protagonisti.

Ritiro della riforma dei Tecnici. La riduzione da 5 a 4 anni di studio negli Istituti Tecnici comporterebbe la compressione dei programmi e l’abbassamento della qualità, l’aumento delle ore e dei carichi di lavoro e di studio per docenti e studenti, la drastica perdita di posti di lavoro, l’aumento delle diseguaglianze educative perché colpirebbe maggiormente gli studenti più “fragili” per i quali l'istruzione è l'unico motore di crescita

Per docenti ed ATA pensione come l'ultimo stipendio e in età compatibile con un lavoro gravoso e usurante – No al Fondo Espero e al silenzio-assenso. È necessario aumentare le risorse per le pensioni, garantendole pari all’ultimo stipendio e a un’età compatibile con la fatica fisica e psicologica del lavoro docente ed ATA. Il Fondo Espero è un’inaccettabile privatizzazione della previdenza, per giunta usando il liberticida silenzio-assenso per i neo-assunti.

Assunzione su tutti i posti disponibili e ripristino del "doppio canale" per eliminare il precariato. Più di 200.000 docenti e ATA da decenni vivono nell’instabilità cronica, privi di continuità didattica e di tutele, il che danneggia la qualità dell’insegnamento e la continuità educativa. Occorre assumere "in ruolo" su tutti i posti vacanti e disponibili in organico, con procedure trasparenti e ripristinando il "doppio canale".

Ruolo unico docenti. La frammentazione degli insegnanti in ruoli e contratti differenziati ha creato disuguaglianze ingiustificate. Il ruolo unico docente, dall’Infanzia alla scuola secondaria di secondo grado, intende riconoscere la natura unitaria della funzione docente. L’insegnamento, pur con le sue specificità, è fondato sulla medesima finalità educativa e formativa: dunque, con il ruolo unico, verrebbero superate le disparità contrattuali e di carriera.

No alle Indicazioni Nazionali 2025. Sono Indicazioni fortemente ideologiche, intrise di nazionalismo e retorica, che usano la “valorizzazione dei talenti” per una selezione classista, per costruire l'egemonia politico-culturale della destra con l’ossessione identitaria e occidentalista, soprattutto nell’insegnamento della Storia, e con l’autoritarismo che le attraversa e che vieta (o limita) la didattica su sessualità ed affettività anche alle medie e alle superiori.

No all'Autonomia differenziata. L'AD non garantisce i servizi essenziali e i diritti civili e sociali su tutto il territorio nazionale, frammenta scuola e sanità creando disuguaglianze nell'offerta formativa, nei diritti sociali, in particolare nei diritti all'istruzione e alla salute della popolazione.

Esecutivo nazionale COBAS SCUOLA

23/04/2026

INSERIMENTO E AGGIORNAMENTO GRADUATORIE ATA 24 MESI, A.S. 2026-2027

Con la nota n. 10009 del 15/04/2026 il MIM ha comunicato la tempistica per l’inserimento e l’aggiornamento delle graduatorie provinciali permanenti del personale ATA (24 mesi) per l’anno scolastico 2026/2027. Entro il 21 aprile gli USR e gli Ambiti Territoriali dovranno pubblicare sui propri siti i bandi regionali.

I candidati dovranno presentare la domanda, esclusivamente su istanza on line, dal 28 aprile al 19 maggio 2026.

Requisiti di accesso.

a. assistente amministrativo: diploma di maturità, CIAD (solo per i nuovi inserimenti), 24 mesi di servizio (23 mesi e 16 giorni), anche non continuativi, nelle scuole statali. Il servizio deve essere stato svolto nello stesso profilo e/o in uno dell’area immediatamente superiore;

b. assistente tecnico: diploma coerente con l’area di laboratorio, CIAD (solo per i nuovi inserimenti), 24 mesi di servizio (23 mesi e 16 giorni), anche non continuativi, nelle scuole statali. Il servizio deve essere stato svolto nello stesso profilo e/o in uno dell’area immediatamente superiore;

c. cuoco: diploma servizi di ristorazione (cucina), CIAD (solo per i nuovi inserimenti), 24 mesi di servizio (23 mesi e 16 giorni), anche non continuativi, nelle scuole statali. Il servizio deve essere stato svolto nello stesso profilo e/o in uno dell’area immediatamente superiore;

d. infermiere: laurea in scienze infermieristiche o equipollente, CIAD (solo per i nuovi inserimenti), 24 mesi di servizio (23 mesi e 16 giorni), anche non continuativi, nelle scuole statali. Il servizio deve essere stato svolto nello stesso profilo e/o in uno dell’area immediatamente superiore;

e. guardarobiere: qualifica operatore della moda, CIAD (solo per i nuovi inserimenti), 24 mesi di servizio (23 mesi e 16 giorni), anche non continuativi, nelle scuole statali. Il servizio deve essere stato svolto nello stesso profilo e/o in uno dell’area immediatamente superiore;

f. operatore servizi agrari: qualifica triennale agroalimentare, CIAD (solo per i nuovi inserimenti), 24 mesi di servizio (23 mesi e 16 giorni), anche non continuativi, nelle scuole statali. Il servizio deve essere stato svolto nello stesso profilo e/o in uno dell’area immediatamente superiore;

g. collaboratore scolastico: qualifica o diploma (anche triennale o regionale) 24 mesi di servizio (23 mesi e 16 giorni), anche non continuativi, nelle scuole statali. Il servizio deve essere stato svolto nello stesso profilo e/o in uno dell’area immediatamente superiore.
Il servizio svolto in part time è valutato per intero ai fini dell’inserimento/aggiornamento.

Le graduatorie saranno utilizzate sia per le immissioni in ruolo sia per il conferimento delle supplenze annuali nelle scuole statali.

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Rome
00185

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
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