Chiara Francini
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𝗟’𝗘𝗟𝗘𝗙𝗔𝗡𝗧𝗘 di 𝗣𝗘𝗧𝗘𝗥 𝗚𝗢𝗠𝗘𝗭
𝗢𝗚𝗡𝗜 𝗦𝗔𝗕𝗔𝗧𝗢 𝗔𝗟𝗟𝗘 𝟮𝟬.𝟭𝟱 𝗦𝗨 𝗥𝗔𝗜 𝟯
In ogni puntata de “L’Elefante” ci sarà un mio racconto. Saranno viaggi dentro le contraddizioni del Paese: luoghi, persone, storie che incrinano le certezze con cui ce lo raccontiamo e che ci obbligano a spostare lo sguardo.
Questo è il primo.
A Roma c’è un posto pieno di immigrati, bambini, disoccupati, teatro, canne e famiglie. Un posto perfetto perché la sinistra lo santifichi e la destra ci sputi sopra. Si chiama SpinTime. È illegale. Ma è una casa. È un abuso. Ma è una comunità. E se quel “ma” vi dà fastidio, bene: è lì che comincia il problema.
Abbiamo fame di sentenze. Vogliamo sapere chi ha ragione e chi ha torto, chi entra e chi deve uscire.
Forse l’oscenità non è che qualcuno occupi. È che, per restare in città, qualcuno debba scegliere tra la povertà e l’abuso.
Si può rispettare la legge, avere tutti i diritti. E costruire una città così corretta da diventare mostruosamente disumana.
Metropoliz nasce da un abuso, come Spin Time. Ma qui è successo qualcosa di incredibile: in un ex salumificio occupato da famiglie italiane, migranti, precari, sono arrivati anche gli artisti. Pistoletto, Tosatti, Kobra e centinaia di altri. Quel luogo che non avrebbe dovuto essere abitato è diventato qualcosa che la città ha deciso di non poter perdere: il MAAM, il Museo dell’Altro e dell’Altrove. Un museo abitato. Qui l’arte è dentro le case e le case stanno dentro l’arte.
E, se ci pensate, quel nome è un’accusa: perché l’altro è quasi sempre quello di cui parliamo quando non c’è. Qui invece l’altro ci apre la porta.
E poi accade qualcosa. Lo sgombero non è l’unico finale possibile. Il Comune di Roma ha acquistato l’area e qui verranno costruiti 144 nuovi alloggi popolari, il museo verrà riqualificato. Metropoliz vivrà.
E allora mi chiedo: se qui ci fossero stati soltanto duecento poveri, avremmo combattuto nello stesso modo?
Il MAAM non racconta che occupare sia giusto. Racconta una cosa più scomoda: una comunità non assolve un abuso. Ma un abuso non cancella una comunità.
Ci vediamo sabato alle 20.15 su Rai 3.
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