BLOG Dentista Raffaele Papa
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10/06/2023
La
La è una malattia cronica e spesso asintomatica che non da manifestazioni evidenti della sua presenza fino a quando non cominciano a manifestarsi segni specifici come il muoversi dei denti. Campanelli d’allarme sono gengive rosse, infiammate e doloranti, gengive ritirate, sanguinamento quando ci si spazzola i denti e si usa il filo interdentale.
Come si cura?
Con la corretta terapia la parodontite può essere tenuta sotto controllo evitando l’avanzamento della patologia.
La cura consiste in una o più sedute di trattamento specialistico, unito ad una accurata igiene dentale a casa.
Se dopo diverse sedute sono ancora presenti tasche parodontali profonde si passa alla terapia chirurgica, o chirurgica rigenerativa
Nei casi più gravi, ossia quando non è più possibile salvare il dente naturale del paziente si procede con l’estrazione e l’inserimento di un impianto dentale. Va comunque tenuto presente che i fattori che causano parodontite possono anche coinvolgere gli impianti, per questo è necessaria una periodica terapia di supporto professionale.
la parodontite
La parodontite si previene seguendo una corretta igiene orale domiciliare, lavando i denti dopo ogni pasto e usando il filo interdentale o lo scovolino per eliminare residui di cibo tra i denti. Per il controllo delle tasche diventa fondamentale una visita periodica.Inoltre è importante che la dei professionale e la terapia parodontale sia supervisionata da un e venga eseguita ogni tre mesi nei casi più gravi.
01/06/2023
Posso mettere un impianto in una sola seduta?
Certo ma ci sono delle condizioni. Si parla di implantologia a carico immediato nei casi in cui è possibile posizionare sia l’impianto che il manufatto protesico nella stessa seduta. Normalmente, infatti tra la collocazione dell’impianto e l’applicazione del carico è necessario attendere un tempo che può andare dalle 4 alle 12 settimane. A volte anche di più.
Il requisito principale per poter realizzare un intervento di implantologia a carico immediato è la stabilità primaria dell’impianto. Per fare un pò di chiarezza sull’argomento bisogna sapere che una volta inserito un impianto nell’osso, questo nel periodo di guarigione – detta anche osteointegrazione – non deve subire micromovimenti.
Nello specifico, non bisogna superare spostamenti superiori ai 75Micron. Se più impianti vengono solidarizzati tra di loro appena inseriti, questi anche masticando non subiscono micromovimenti tali da inficiare la loro guarigione.
La maggior parte delle persone non sanno che con le moderne tecniche e strumentazioni, possono essere messe in atto terapie che curano e salvano i denti anche in casi molto gravi.
C'è chi procede all’estrazione e alla sostituzione del dente con l’impianto in modo indiscriminato: il mio consiglio è di informarsi in modo accurato sulle possibili terapie in caso di per salvare piuttosto che sostituire il dente.
È sempre meglio mantenere il proprio dente quando è possibile anche perché, il dente, possedendo intorno ad esso il legamento parodontale, oltre a fornirci una sensibilità maggiore quando mangiamo impedisce la perdita di osso intorno ad esso.
Occorre sempre fare e recarsi dal dentista almeno ogni 6 mesi.
BLOG Dentista Raffaele Papa
28/04/2023
I denti del giudizio rappresentano dei passaggi dell’evoluzione della dentatura umana. Infatti, questi elementi sono gli ultimi a uscire: rappresentano un retaggio dell’antica necessità umana di masticare cibi non cotti e quindi di utilizzare mascelle e mandibole poderose. Con tanti denti. Oggi, questi molari, sono inutili ai fini della funzione masticatoria e per completare l’estetica del sorriso.
Chiamati anche ottavi, o terzi molari, questi denti che escono in ritardo rispetto agli altri spesso diventano fonte di fastidio e problemi che prevedono una cura definitiva: l’estrazione.
Cosa sono i denti del giudizio?
I denti del giudizio devono il nome alla loro eruzione tardiva. Completano la dentizione permanente dell’essere umano inserendosi, a processo terminato, nel punto estremo delle rispettive semiarcate. Normalmente abbiamo 4 denti del giudizio ma ci sono casi in cui uno o più elementi mancano. Questo perché i denti del giudizio possono rimanere nell’osso di mandibola o mascella (ipodonzia).
A che età escono i denti del giudizio?
I terzi molari fuoriescono mediamente tra i 18 e i 25 anni di età (l’età del giudizio) nell’ultima posizione delle due arcate dentarie, completando la dentizione permanente. I molari del giudizio possono uscire anche dopo i 40 anni e ci sono circostanze in cui non erompono, rimanendo inglobati.
A cosa servono i terzi molari?
I denti del giudizio, ormai, non sono coinvolti nella masticazione. Quindi? Meglio toglierli o devono rimanere nella loro sede? In realtà se non danno problemi si può tranquillamente non estrarli.
I denti del giudizio sono legati alle condizioni in cui eravamo costretti a vivere tempo fa, e che ci portiamo dal passato. Il loro ruolo nell’evoluzione umana è stato importante. Davano ai nostri antenati preistorici la possibilità di consumare cibi duri e non cotti, carne cruda difficile da masticare.
Oggi l’alimentazione è molto diversa. Con l’evoluzione ed i cibi più morbidi la nostra bocca si è fatta più piccola mentre il numero dei denti è rimasto uguale. Ecco perché spesso non c’è uno spazio sufficiente affinché possano erompere correttamente in arcata.
Quali problemi possono subentrare?
Se questi denti escono senza problemi, trovando lo spazio necessario senza intervenire sugli altri molari, i denti del giudizio possono convivere senza alcun problema. Non è necessario neanche pensare a un’estrazione precoce o preventiva. Purtroppo, essendo gli ultimi elementi che si presentono nelle arcate c’è il rischio di complicazioni che vanno oltre i molari del giudizio.
In primo luogo gli ottavi possono uscire solo in parte o rimanere all’interno della gengiva spingendo verso gli altri denti. Questa condizione può portare sia problemi ortodontici, quindi la giusta posizione di tutti gli altri elementi, che di sviluppo carie, parodontite, cisti, gomfiori e pulpiti.
Questo perché i denti del giudizio sono già difficili da pulire. Se non escono allineati c’è il rischio che la pulizia dei denti non si effettua bene, sviluppando placca e tartaro. L’evoluzione di queste condizioni sono note: carie, ascessi, infezioni. Di conseguenza si procede con l’estrazione.
Sintomi dell’eruzione dei denti ottavi:
Come faccio a capire che stanno uscendo i molari del giudizio?
A volte i denti che escono sono accompagnati da gonfiore e dolore. Ma non sempre i terzi molari danno problemi, nel caso in cui si verifichi un’infezione durante l’uscita dalle gengive i sintomi più comuni sono questi:
Gonfiore della parte interessata.
Dolore, rossore e sanguinamento delle gengive.
Mal di testa.
Alito cattivo.
Dolore irradiato all’orecchio (otalgia).
Difficoltà di masticazione e ad aprire la bocca (serramento).
Fastidio nella deglutizione (disfagia).
La sintomatologia legata alla fuoriuscita dei denti del giudizio si affronta con un antinfiammatorio non steroideo da banco da non assumere per più di 2 o 3 giorni. L’assunzione di antibiotici aiuta.
Quando estrarre i denti del giudizio?
La tendenza è quella di estrarre i denti del giudizio pericolosi per la salute della bocca. In alcuni casi si procede se si presenta ottavi inclusi o seminclusi, con un’eruzione del dente incompleta o del tutto assente e che dà problemi anche seri come nevralgie, decubiti nei pressi dei molari settimi e difficolta a eseguire Perché si rimuove il dente del giudizio? Ci sono scuole di pensiero differenti ma sicuramente se il dente in questione ha una carie importante, magari da devitalizzare, si procede con l’estrazione. Lo stesso vale per un un dente del giudizio rotto in seguito a un trauma che prevede ricostruzione. Spesso i denti del giudizio sono difficili da curare per la posizione, non si riesce neanche a mettere la diga di gomma.
Estrazione precoce dente del giudizio:
Si procede con l’estrazione precoce dei denti del giudizio per evitare lo sviluppo delle suddette patologie: se il dentista prevede uno sviluppo infausto degli ottavi può concordare con il paziente un’estrazione preventiva. L’estrazione dei denti del giudizio è indolore, effettuata in anestesia locale.
Prevenire problemi ai denti del giudizio:
L’unico modo per evitare che i molari del giudizio diventino fonte di dolore superfluo, e per valutare un’eventuale estrazione atraumatica e indolore degli ottavi, è quello di fare visite concordate con il dentista di fiducia. In modo da verificare lo stato di salute di questi molari.
Perché si rimuove il dente del giudizio?
Ci sono scuole di pensiero differenti ma sicuramente se il dente in questione ha una carie importante, magari da devitalizzare, si procede con l’estrazione. Lo stesso vale per un un dente del giudizio rotto in seguito a un trauma che prevede ricostruzione. Spesso i denti del giudizio sono difficili da curare per la posizione, non si riesce neanche a mettere la diga di gomma.
Estrazione precoce dente del giudizio:
Si procede con l’estrazione precoce dei denti del giudizio per evitare lo sviluppo delle suddette patologie: se il dentista prevede uno sviluppo infausto degli ottavi può concordare con il paziente un’estrazione preventiva. L’estrazione dei denti del giudizio è indolore, effettuata in anestesia locale.
Prevenire problemi ai denti del giudizio
L’unico modo per evitare che i molari del giudizio diventino fonte di dolore superfluo, e per valutare un’eventuale estrazione atraumatica e indolore degli ottavi, è quello di fare visite concordate con il dentista di fiducia. In modo da verificare lo stato di salute di questi molari.
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