Massimo Bisotti
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10/04/2026
Ci sono amori che immaginiamo come una scelta, come se davanti a noi ci fosse un elenco di possibilità e noi potessimo decidere cosa è meglio per noi.
Poi però, quando succede davvero, ci accorgiamo che non è così.
L’amore, non funziona come una preferenza.
È uno spostamento interno, quasi impercettibile, che però cambia tutto.
Le altre opzioni restano lì, ma non ti riguardano più.
Non hai alternative perché l’amore ti sceglie e decide per te.
Dal mio libro 📖 aspettando
19/03/2026
Chi non vuole esserci non c’è nemmeno se ti ci siedi accanto.
Chi c’è, c’è anche quando credi che non ci sia.
La protagonista del mio libro è Ludovica.
Il bisogno di essere vista e amata attraversa tutte le sue relazioni. Lo si vede in famiglia, ma anche con Loris:
Ludovica è attratta da chi non sa esserci con continuità, cioè da una forma di amore che riproduce il nucleo traumatico dell’infanzia.
Ama nelle crepe, raccoglie briciole, scambia intermittenza per profondità. La frase della sua migliore amica Marta, “tu non sei fatta per raccogliere briciole”, è una delle diagnosi morali più precise del romanzo.
La sua evoluzione psicologica consiste nel passaggio da figlia passiva del silenzio a soggetto che nomina, collega, interpreta. Non guarisce del tutto; capisce di più. E questa comprensione è già trasformazione. Oltre ai segreti familiari, Ludovica scopre soprattutto una cosa. Che la propria sofferenza non è nata dal nulla, ma dentro una genealogia di amori censurati, verità negate, corpi disciplinati e presenze intermittenti.
L’amore che riceviamo diventa il modello dell’amore che cerchiamo.
Per questo Ludovica tende a scegliere relazioni intermittenti.
Non è una scelta consapevole.
È ripetizione del trauma.
Il messaggio ultimo mi sembra questo:
non sempre possiamo restituire i morti, riparare gli amori perduti o raddrizzare il passato. Però possiamo smettere di collaborare con ciò che li ha cancellati. Possiamo scegliere di non chiamare più “cura” il controllo, “decoro” la vergogna, “normalità” l’espulsione, “amore” l’elemosina di presenza.
Grazie sempre per avermi aspettato. 🫶🤍
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