USB Vigilanza - ALI

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USB Vigilanza e il confederato A.L.I. si propongono lo scopo di rappresentare, affermare, garantire e tutelare i diritti dei lavoratori della Vigilanza

22/04/2026

Torino: code e disagi dopo 24 ore dallo stato di agitazione . Due lavoratori colti da malessere per i carichi di lavoro. insegue solo le performance, scaricando tutto sul personale. Senza risposte concrete, si va verso lo .

Qui il comunicato completo 👉 https://lavoroprivato.usb.it/leggi-notizia/code-e-disagi-allaeroporto-di-torino-caselle-la-realta-smentisce-la-narrazione-dellefficienza-ce-un-problema-strutturale-dellorganizzazione-del-lavoro-1415.html

22/04/2026

Operatori fiduciari (appalto Chivasso) in stato di agitazione. Chiediamo il riconoscimento economico per responsabilità che vanno oltre la semplice portineria.
Oggi il confronto in : i lavoratori sono pronti allo sciopero.

15/04/2026

❌L'ITALIA VIOLA IL DIRITTO DI SCIOPERO.
La pronuncia del Comitato Europeo per i Diritti Sociali da ragione al ricorso presentato da USB.

🔴La Legge 146/90 che limita il diritto allo sciopero è una legge bavaglio che va contrastata in ogni modo.

Questa legge, tanto cara ai datori di lavoro e alle sigle sindacali che negli anni nulla hanno fatto per contrastarla, soffoca i Lavoratori impiegati nei servizi essenziali - come quelli che operano nel settore della - che incontrano innumerevoli ostacoli per esprimere il proprio dissenso e mobilitarsi per ottenere migliori diritti e un salario adeguato.

Il ricorso proposto da USB e accolto dal CEDS apre una nuova strada per lottare contro il cappio che da oltre trent'anni provano a mettere al collo dei Lavoratori.

Continuiamo a lottare.

Roma, 15.04.2026
Assemblea Pubblica USB

26/02/2026

𝗔𝗘𝗥𝗢𝗣𝗢𝗥𝗧𝗢 𝗗𝗜 𝗧𝗢𝗥𝗜𝗡𝗢-𝗖𝗔𝗦𝗘𝗟𝗟𝗘: 𝗚𝗥𝗔𝗩𝗘 𝗜𝗡𝗖𝗜𝗗𝗘𝗡𝗧𝗘 𝗣𝗘𝗥 𝗨𝗡 𝗢𝗣𝗘𝗥𝗔𝗧𝗢𝗥𝗘 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗦𝗜𝗖𝗨𝗥𝗘𝗭𝗭𝗔
𝗟𝗮 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗽𝗮𝗿𝗰𝗵𝗲𝗴𝗴𝗶 𝗲 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗽𝗽𝗮𝗹𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗦𝗔𝗚𝗔𝗧 𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲 𝗮 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗼 𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶.

Nella giornata di giovedì scorso un operatore della sicurezza in servizio presso lo scalo di Torino è stato travolto da un’auto mentre si recava al parcheggio gratuito adiacente alla stazione di Caselle-Aeroporto. L’impatto è stato devastante: nove vertebre fratturate, scapola e osso iliaco rotti, polmone schiacciato ed ematoma interno. Un infortunio gravissimo che segna nel corpo di un lavoratore le contraddizioni di un sistema che da anni denunciamo.

Per noi non si tratta di un episodio slegato dal contesto organizzativo. Il lavoratore, come molti altri colleghi, è costretto a parcheggiare lontano dallo scalo perché l’unica alternativa è pagare oltre 40 euro al mese per il parcheggio gestito dalla società aeroportuale. Una cifra che, per operatori assunti con contratti part-time da 4 ore giornaliere e stipendi mensili tra i 600 e i 700 euro, equivale a quasi due giornate di lavoro.

Questa è la realtà imposta da anni da SAGAT: una gestione orientata esclusivamente al contenimento dei costi e alla massimizzazione dei ricavi, che scarica sulle lavoratrici e sui lavoratori l’intero peso dell’organizzazione.

Le condizioni contrattuali nel comparto sicurezza all’interno dello scalo sono il frutto diretto delle richieste della società di gestione alle aziende di vigilanza in appalto: griglie orarie costruite per ottimizzare l’impiego di operatori, turnazioni spezzettate, impossibilità di programmare turni continuativi. Il risultato è un part-time strutturale, precarietà permanente e dimissioni di massa: su oltre cento operatori selezionati negli anni, circa la metà ha abbandonato il posto di lavoro.

La gestione dei filtri di controllo dei passeggeri continua a seguire una logica “a fisarmonica”, con ampliamenti e compressioni del servizio finalizzati a pagare esclusivamente le ore strettamente necessarie, senza alcuna stabilizzazione degli organici. Una strategia che produce insicurezza sociale.

Nel frattempo, i parcheggi hanno registrato aumenti dei costi superiori al 50% negli ultimi anni. I lavoratori sono messi di fronte a un’alternativa inaccettabile: pagare un costo sproporzionato rispetto al salario oppure ricorrere a soluzioni di fortuna, attraversando aree non adeguatamente protette per raggiungere gli stalli gratuiti della stazione ferroviaria. Non esistono, infatti, altri stalli gratuiti all’interno del sedime aeroportuale per poter parcheggiare la propria automobile, anche in considerazione del fatto che gli operatori spesso iniziano il turno di lavoro anche alle 4 e mezza del mattino e possono terminarlo dopo le ventitré con l’impossibilità di utilizzare i mezzi pubblici.

È in questo quadro che si colloca il grave incidente di giovedì.

Non è più tollerabile che SAGAT continui a trincerarsi dietro la formula: “non siete miei dipendenti, rivolgetevi al vostro datore di lavoro”. I lavoratori operano quotidianamente all’interno dello scalo, utilizzano varchi e strumentazioni gestite dalla società aeroportuale, rispondono a un’organizzazione del lavoro definita nei fatti dalla committenza. Le responsabilità organizzative non possono essere eluse.

Come Sindacato chiederemo con urgenza un incontro alla società di gestione e alla Società appaltatrice per affrontare tutti i punti critici ormai non più rimandabili.

In assenza di un cambio radicale nella prossima gara d’appalto, siamo pronti ad avviare tutte le iniziative di mobilitazione necessarie.

La sicurezza non può essere garantita da lavoratori poveri, precari e costretti a mettere a rischio la propria incolumità per raggiungere il posto di lavoro.

Lo scalo non può essere governato esclusivamente con la logica del profitto.

Continueremo a batterci affinché dignità, salario e sicurezza tornino al centro.

USB Vigilanza

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