Osteopatia Caldarese Roma
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23/03/2026
CLINICA OSTEPATICA: PARLIAMO DI PRATICA 🧠👐
COSA FARE SU PAZIENTI POSITIVI AL TEST
DI INIBIZIONE DELLA DURA ? O POSITIVI A ALTRI TEST CHE INDICANO UN COINVOLGIMENTONDEL LIVELLO DURAMERICO ?? ⚠️
PER APPROFONDIMENTI (VEDI MODULI SPECIFICI DEL CORSO THE BRIDGE METHOD) 📚
COSA FARE NELLA PRATICA ? 🔍
Le aree che ho cerchiato sono coerenti con i principali punti di trasmissione miodurale lungo la colonna.
Ecco una panoramica completa dei punti da indagare su pazienti duramerici.
🔵 Regione cervicale alta (cerchio superiore)
Muscoli: retto posteriore minore/maggiore, obliquo inferiore
Connessione: ponte miodurale diretto C0–C1–C2 → dura madre
Significato:
È l’unico vero collegamento diretto e strutturato
Forte influenza su liquor, cefalee, sistema neurovegetativo
🔵 Regione cervicale bassa / cervico-toracica
Muscoli: multifido cervicale, semispinale
Connessione: non diretta, mediata da:
fascia cervicale profonda
legamento nucale
Significato:
zona di transizione tensiva
spesso coinvolta in rigidità croniche e compensi posturali
🔵 Regione toracica
Muscoli: multifido toracico, rotatori
Connessione:
indiretta tramite legamenti vertebrali e sistema fasciale
Significato:
funzione di trasmissione e distribuzione delle forze
meno specifica, più globale
🔵 Regione lombare
Muscoli: multifido lombare, erettori spinali
Connessione:
relazione con fascia toracolombare → dura lombare
Significato:
forte impatto su:
lombalgie
tensioni durali caudali
meccanica del sacro
🔵 Regione sacro-coccigea (cerchio inferiore)
Strutture:
legamento sacro-durale
filum terminale
Significato:
ancoraggio inferiore della dura
relazione diretta con:
mobilità del sacro
equilibrio cranio-sacrale
OVVIAMENTE BISOGNA INDAGARE E TRATTARE SOPRATTUTTO LE MEMBRANE INTRACRANICHE (VEDI SECONDO STEP DEL CORSO THE BRIDGE METHOD ) 🧠
In maniera specifica scaricare i moduli in cui andiamo a trattare le membrane intracraniche ( protocollo di Viola Frymann) e equilibrio duramerico sui punti neutri .
SINTESI CLINICA .
Quello che abbiamo evidenziato rappresenta bene il concetto:
un punto realmente diretto (cranio-cervicale)
una catena di continuità tensiva lungo tutta la colonna
un secondo polo forte a livello sacro.
👉 In chiave osteopatica: non esistono “punti miodurali isolati”, ma un sistema continuo di modulazione tensiva dura–muscolo–fascia.
LE TECNICHE DA UTILIZZARE NON SONO ASSOLUTAMENTE QUELLE CHE AGISCONO SULL'APPARATO recettoriale ad alta soglia ; interveniamo sui punti di ancoraggio positivo al test palpatorio con tecniche sui punti neutri sfruttando i recettori a bassa soglia Meisner; Pacini etc etc
IL CIRCUTO NERUROFISIOLOGICO IMPLICATO e' quello che prende le afferenze che viaggiano attraverso le via parasimpatiche e parasimpatiche ganglia latero vertebrali fino ad arrivare al c***o post della sostanza grigia del midollo ; da qui scatta una rimodulazione a livello centrale: bulbo allungato, corteccia cingolata ; sistema limbico etc etc
La rimodulazione agisce inibendo la convergenza segmentaria viscero somatica
Questo viene spiegato nella sessione del corso :Neurofisiologia della manipolazione
Info 3757471149 📞
06/03/2026
LA LINEA INVISIBILE DEL FEGATO
Quando si osserva il corpo con uno sguardo osteopatico, emerge spesso un principio semplice ma molto profondo: il corpo funziona per catene. Organi, fascia, muscoli e articolazioni non lavorano mai isolatamente, ma comunicano continuamente tra loro. 🧠🦴
Nel modello della cosiddetta catena del fegato, una manifestazione che può comparire con una certa frequenza è la limitazione della rotazione interna dell’arto inferiore destro. Non è un dettaglio casuale. Il fegato è strettamente collegato al diaframma, alla fascia toraco-addominale e alle dinamiche del bacino. Quando questa regione perde mobilità o accumula tensioni, il corpo organizza compensi che possono propagarsi lungo la catena fino alla gamba destra. ⚙️🦵
Questa distribuzione crea una sorta di mappa clinica che aiuta a orientare l’osservazione del terapeuta. 🔴📍
Quando invece entra in gioco la catena gastrica, il quadro tende a cambiare. Molte manifestazioni risultano invertite: la distribuzione dei punti sensibili può modificarsi e la logica del pattern clinico cambia. È come se il corpo utilizzasse lo stesso sistema di comunicazione, ma con un linguaggio differente. 🔄
Naturalmente questi segni non vengono mai considerati isolatamente. La valutazione nasce sempre dall’insieme di test clinici, interrogatorio del paziente, sintomi riferiti e contesto patologico.
Come ricordava anche André Métra, che ha sviluppato modelli di diagnostica legati al trattamento viscerale, alcuni segni clinici possono indicare che è necessario un approfondimento medico. 👨⚕️
Anche il ritmo del sonno a volte può offrire piccoli indizi. Alcuni pazienti con disturbi legati alla sfera epatica riferiscono risvegli notturni intorno alle 3 del mattino, mentre nelle problematiche più correlate allo stomaco può comparire una difficoltà ad addormentarsi, con il sonno che arriva solo verso l’una di notte. 🌙⏰
Sono segnali sottili, non diagnosi definitive. Ma quando vengono letti insieme agli altri elementi della visita, possono aiutare a comprendere meglio il linguaggio del corpo e la storia funzionale del paziente. 🧩
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