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Il Kaizen a ostacoli – To Be Events • Shop 14/05/2026

Il Kaizen a ostacoli – To Be Events • Shop In apertura degustazione di tè giapponesi e per concludere show cooking

03/04/2026

🇮🇹 Oggi si conclude il nostro tirocinio in Link Japan e volevamo ringraziare Giulia Ciammaichella per averci dato l’opportunità di lavorare con lei.

Sono stati mesi stimolanti, ricchi di cose nuove da imparare e di esperienze che ci hanno resi più consapevoli delle nostre capacità.

Speriamo che questo non sia un addio, ma un arrivederci.

Vogliamo anche ringraziare tutte le persone che in questo periodo hanno interagito con i nostri contenuti, contribuendo a rendere questa esperienza ancora più formativa.

Barbara Di Maio & Francesco Lanzilli

🇯🇵 本日をもって、Link Japanでのインターンシップを終了いたします。

Giulia Ciammaichellaさんには、一緒にお仕事をする機会をいただき、心より感謝申し上げます。

この数ヶ月は刺激的で、新しいことを学び、多くの経験を通して自分たちの能力をより深く理解できた期間でした。

これは「さようなら」ではなく、「また会う日まで」と思っています。

また、この期間中に私たちのコンテンツに関わってくださったすべての方々にも感謝いたします。皆さんのおかげで、この経験はさらに学びの多いものとなりました。

Barbara Di Maio & Francesco Lanzilli

02/04/2026

🇮🇹 Una delle cose che ho scoperto di avere in comune con i giapponesi è… il modo di dire “no”.

O meglio: il modo di non dirlo.

In Giappone, un “no” diretto è raro.
Non perché manchi chiarezza, ma perché si cerca di preservare l’armonia del gruppo (wa, 和) ed evitare frizioni inutili.

Per questo, al posto di un rifiuto esplicito, si usano espressioni come:
「ちょっと…」 (chotto… = “è un po’…”)
「忙しくて…」 (isogashikute… = “sono impegnato…”)
「難しいですね」 (muzukashii desu ne = “è difficile…”)
「検討します」 (kentō shimasu = “ci penseremo / valuteremo”)

Frasi che, letteralmente, non significano “no”.
Ma che, nel contesto, lo comunicano in modo chiaro a chi sa leggerle.

All’inizio, soprattutto nel contesto business, questo può disorientare.
Si rischia di interpretare queste risposte come un “forse”, quando in realtà sono spesso un “no” già definitivo.

Col tempo, però, cambia la prospettiva.

Non è mancanza di trasparenza.
È un altro modo di gestire le relazioni.

Un modo che mette al centro non solo il contenuto del messaggio, ma anche il suo impatto sugli altri.

E qui arriva la parte che mi ha fatto riflettere.

Anche in Italia, in fondo, non siamo così diretti come pensiamo.
Quante volte un “vediamo”, “ti faccio sapere” o “magari più avanti” sono modi per evitare un rifiuto netto?

Forse la differenza non è tra chi dice o non dice “no”.
Ma tra quanto siamo consapevoli di come lo stiamo dicendo.

E voi?
Vi è mai capitato di interpretare male un “non detto” — in Italia o all’estero?

Barbara Di Maio
per Link Japan



🇯🇵 私が日本人と共通していると感じたことの一つは、
「ノー」の伝え方です。

正確に言うと、
「ノー」とはっきり言わない伝え方。

日本では、直接的に「ノー」と言うことはあまりありません。
それは曖昧だからではなく、
集団の調和(和)を保ち、無用な摩擦を避けるためです。

そのため、はっきり断る代わりに、例えばこんな表現が使われます。

「ちょっと…」(少し難しいというニュアンス)
「忙しくて…」(今は対応できないという意味)
「難しいですね」(実現が難しいという含み)
「検討します」(前向きに聞こえるが、実際は難しい場合も多い)

これらの言葉は、文字通りには「ノー」ではありません。
しかし文脈の中では、はっきりと断りを伝えています。

特にビジネスの場では、最初は戸惑うこともあります。
「もしかして可能性があるのでは」と受け取ってしまいがちですが、
実際にはすでに結論が出ている場合も少なくありません。

しかし、時間が経つと見方が変わってきます。

これは不透明さではなく、
関係性を大切にするためのコミュニケーションの形です。

伝える内容だけでなく、
それが相手にどう受け取られるかも重視されているのです。

そして、ここでふと考えさせられました。

実はイタリアでも、
私たちは思っているほど直接的ではないのかもしれません。

「また連絡するね」
「検討してみる」
「今度ね」

こうした表現も、はっきり断ることを避けるために使われることがあります。

もしかすると違いは、
「ノーを言うか言わないか」ではなく、
「どう伝えているかにどれだけ自覚的か」なのかもしれません。

みなさんはどう思いますか?
日本や海外で、「言われなかったこと」を誤解した経験はありますか?

Barbara Di Maio

Link Japan

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