PCL Siena

PCL Siena

Condividi

Pagina ufficiale del nucleo di Siena del Partito Comunista dei Lavoratori

01/05/2026

🔴 PRIMO MAGGIO, L’UNICA ALTERNATIVA È RIVOLUZIONARIA E SOCIALISTA 🚩

Dichiarazione della Lega Internazionale Socialista in occasione della Giornata internazionale dei lavoratori 🛠️

Trentacinque anni fa, dopo il crollo dell’URSS, le classi borghesi del mondo intero annunciarono una nuova era di pace, di prosperità e di progresso. Ma il mondo è andato e va in direzione opposta. La barbarie del capitalismo si scarica sulla classe lavoratrice e sulla grande maggioranza dell’umanità. Le conquiste sociali del dopoguerra vengono progressivamente smantellate. L’ambiente naturale è oggetto di saccheggio come mai in passato. I diritti democratici più elementari sono attaccati, mentre dilagano tendenze xenofobe e reazionarie. Il colonialismo rispolvera le sue peggiori crudeltà come in terra di Palestina. Vecchie e nuove potenze imperialiste si contendono la spartizione del pianeta, e per questo moltiplicano ovunque la corsa agli armamenti, e il ricorso a nuove guerre di conquista. Trump, Putin e Netanyahu sono oggi i volti più emblematici della criminalità imperialista e coloniale.

Chi a sinistra esalta o rivendica il “multipolarismo”, come alternativa al trumpismo quale possibile via di pace, ha una visione capovolta della realtà. Proprio la presenza di più poli imperialisti trascina le politiche di guerra. L’imperialismo USA, che dopo il crollo dell’URSS puntò alla dominazione del mondo, ha visto frustrate le proprie ambizioni, a fronte dell’emergere dell’imperialismo russo e soprattutto della nuova potenza imperialista cinese. Donald Trump risponde al declino americano con una radicale svolta nazionalista (“America first“): rottura con le vecchie strutture “multilaterali” della globalizzazione capitalista, guerre commerciali, monopolio di controllo sulle Americhe (pirateria in Venezuela, minaccia a Cuba), azione di sfondamento in Medio Oriente appoggiandosi sul mostro sionista, relazione negoziale diretta da posizioni di forza con gli altri poli imperialisti per la spartizione delle zone di influenza. Inclusa la spartizione dell’Ucraina. La crisi verticale tra imperialismo USA e imperialismi europei è un riflesso di questa svolta. Il riarmo degli imperialismi europei, a partire dall’imperialismo tedesco, la sua conseguenza.

In questa competizione imperialista globale non esistono “imperialismi buoni”, campi imperialisti da difendere o a cui attribuire una funzione progressiva. Vecchie e nuove potenze imperialiste sono tutte nemiche della classe lavoratrice e dei popoli oppressi. Tutte calpestano i loro diritti di autodeterminazione. I diritti dei popoli sono solo per loro merce di scambio. Le astensioni di Russia e Cina all’ONU sul piano coloniale di Trump e Netanyahu per la Palestina, in cambio dell’apertura degli USA alla Russia e alla sua guerra di invasione dell’Ucraina, sono un esempio di questo cinico baratto.

Schierarsi contro tutti i poli imperialisti significa difendere incondizionatamente tutti i popoli oppressi che questi attaccano o invadono, quale che sia l’imperialismo aggressore e la direzione politica del popolo oppresso. A differenza di altre organizzazioni, la LIS non fa “due pesi e due misure”. Difendiamo incondizionatamente il popolo palestinese dalla barbarie genocida sionista, in autonomia politica da Hamas. Difendiamo incondizionatamente l’Iran dall’aggressione sionista americana, nel mentre combattiamo il suo regime teocratico dal versante delle ragioni dei lavoratori e dei giovani iraniani. Difendiamo incondizionatamente il Libano dall’invasione e dai massacri perpetrati dallo Stato di Israele, da una posizione indipendente dal governo libanese, che si è arreso e dalla strategia politica di Hezbollah.

Difendiamo incondizionatamente l’Ucraina e il suo diritto di resistenza contro l’imperialismo russo invasore, nel mentre ci opponiamo politicamente al governo borghese di Zelensky e chiediamo il diritto di autodeterminazione delle popolazioni del Donbass. Ovunque riconduciamo le lotte di liberazione nazionale a una prospettiva socialista: l’unica che può realizzare i diritti di autodeterminazione di ogni popolo.

Una giovane generazione si è affacciata nelle strade e nelle piazze del mondo intero contro il genocidio in Palestina. È la stessa giovane generazione che attraversa l’America contro Trump, che si oppone ai governi europei, alla loro complicità col sionismo e alla loro corsa alle armi, che in diversi paesi dell’Africa e dell’Asia si è sollevata contro regimi oppressori sino a rovesciarli. Porsi alla testa di questa giovane generazione è un dovere della classe operaia internazionale.

La classe operaia internazionale è una forza potenziale immensa. Ma questa forza non ha coscienza di sé. Ed anzi la sua coscienza ha subìto su scala globale un arretramento profondo per responsabilità delle sue direzioni, politiche e sindacali. Restituirle la consapevolezza della propria forza, dotarla di un programma di rivoluzione è il compito dei marxisti rivoluzionari del mondo intero.

Da tempo si è estinto uno spazio storico del riformismo. Prima con la fine del boom, poi col crollo dell’URSS, infine con la grande crisi capitalistica del 2008. La nuova competizione mondiale tra imperialismi, gli uni contro gli altri armati, l’ha definitivamente seppellito. Vecchie e nuove sinistre “riformiste” (Sanchez, Lula, il nazionalismo borghese o piccolo-borghese latinoamericano) cercano ciclicamente di rievocare l’illusione di una possibile riforma del capitalismo. Ma tutte le loro esperienze di governo si traducono nella gestione delle controriforme. Le sinistre cosiddette “radicali” che si compromettono nei loro governi subiscono tracolli (come è accaduto in Italia, in Grecia, ed oggi in Spagna). Spesso le forze più reazionarie sono le prime beneficiarie di questi fallimenti.

È tempo allora di una sinistra rivoluzionaria. Il bivio di prospettiva storica dell’umanità è tra rivoluzione e reazione. Tra socialismo e barbarie. I processi di polarizzazione che attraversano il mondo ne sono un riflesso, per quanto distorto. Si tratta di mettere la classe lavoratrice in sintonia con quel bivio. Può farlo solo una sinistra libera dai riflessi condizionati di un riformismo fallito, delle corse ministeriali, delle illusioni costituzionali, della subordinazione alla diplomazia internazionale imperialista. Una sinistra che in ogni lotta degli sfruttati e degli oppressi sappia tracciare un ponte fra le loro rivendicazioni immediate ed una prospettiva anticapitalista: la prospettiva di un governo dei lavoratori e delle lavoratrici, basato sulla loro forza e sulla loro organizzazione.

La Lega Internazionale Socialista (LIS) è impegnata su scala mondiale nella costruzione di questa sinistra, nella costruzione di una nuova Internazionale rivoluzionaria, che ovunque organizzi l’avanguardia più combattiva della classe operaia e della gioventù. Costruire questo partito è difficile. Ma è l’unica via per liberare un futuro diverso per l’umanità. A differenza di altre organizzazioni, non procediamo per autoproclamazioni settarie e talvolta grottesche. Procediamo con l’unificazione paziente attorno a un comune programma leninista di tutte le organizzazioni e le tendenze che lo condividono, quale che sia la diversità delle rispettive storie e provenienze. Rigore sui principi e rifiuto del settarismo: è il metodo che ha consentito e consente il progressivo sviluppo internazionale della LIS, a partire dalla nostra presenza in quaranta paesi del mondo e in tutti i continenti. È il metodo che proponiamo ai marxisti rivoluzionari di tutto il mondo.

Contro tutti gli imperialismi, vecchi e nuovi

Per la difesa di tutti i popoli oppressi e della loro resistenza

Per la rivoluzione socialista internazionale

Per una nuova internazionale rivoluzionaria

Lega Internazionale Socialista

21/04/2026

Lottate con noi, aderite al PCL 🛠️

Campagna di tesseramento 2026 🚩

Lenin elenca tre sintomi di una situazione rivoluzionaria, che possono essere parafrasati come segue: 1) le classi superiori sono in crisi e non possono vivere alla vecchia maniera; 2) le classi inferiori soffrono e non sono disposte a vivere alla vecchia maniera; e 3) di conseguenza, le masse sono trascinate in un’azione storica indipendente. La rivoluzione nasce solo da una situazione in cui i suddetti cambiamenti oggettivi sono accompagnati da un cambiamento soggettivo. Un elemento chiave del cambiamento soggettivo necessario per il successo di una rivoluzione è l’esistenza di un partito rivoluzionario di massa (Lenin, 1915).

Costruire questo partito rivoluzionario in Italia è l’impegno quotidiano del Partito Comunista dei Lavoratori e dell’organizzazione internazionale in cui si riconosce, la Lega Internazionale Socialista (LIS).

👉 https://pclavoratori.it/lega-internazionale-socialista-lis/
👉 https://lis-isl.org/it/

I capitalisti dominano il mondo, quasi senza eccezioni. Tuttavia la classe borghese nel suo complesso manifesta a ogni latitudine la propria difficolta a governare la società, attraversata da pulsioni reazionarie, di carattere populista, o fondamentalista religioso, o nazionalista, da un lato, dall’altro terremotata da scoppi potenti di contestazione di massa sul terreno delle rivendicazioni democratiche quando non dal riesplodere della lotta di classe.

Le contraddizioni tra le potenze imperialistiche, le maggiori – USA, UE, Cina, Russia – stanno trascinando la civiltà umana verso il baratro di un nuovo conflitto mondiale.
La NATO si espande a Est, gli USA vogliono rafforzare il proprio predominio rinforzando il fronte asiatico, gli imperialismi europei cercano di rafforzare la propria influenza in Africa, l’imperialismo russo, che ha restaurato il capitalismo e ha ereditato la potenza militare e diplomatica della disciolta URSS, aggredisce l’Ucraina, la Cina cerca nuovi e remunerativi spazi commerciali (la Via della Seta), sviluppa un potente esercito e minaccia Taiwan. Tutte le potenze aumentano le spese militari e procedono ad un massiccio riarmo.

La stagione della globalizzazione “pacifica” del capitalismo è finita: le classi superiori sono in crisi e non possono vivere alla vecchia maniera.
Le condizioni materiali del proletariato, della classe lavoratrice, in Italia e nel mondo sono gravemente minacciate, e con esse lo stesso futuro dell’umanità. In Italia e nel mondo la povertà è tornata a salire vertiginosamente, mentre nei paesi imperialisti l’inflazione falcidia i salari.
Le stesse misure di salvaguardia della salute pubblica sono messe a repentaglio dall’erosione dei servizi sanitari su scala mondiale, dovuta alla rapina capitalista, come hanno dimostrato due anni di pandemia che ha ucciso milioni di persone in tutto il mondo.

La crisi ambientale, provocata da decenni di sfruttamento selvaggio delle risorse naturali e di discarica di materiali inquinanti, a vantaggio del profitto dei capitalisti, è arrivata al punto di minacciare il cambiamento climatico e una crisi globale catastrofica.

Non basta chiedere ai potenti di cambiare. Bisogna rimuovere gli stessi potenti, cioè i capitalisti.
I diritti sindacali, di sciopero e di rappresentanza delle lavoratrici e dei lavoratori sono schiacciati da una rinnovata arroganza padronale che può contare su leggi e decreti restrittivi emanati dai governi compiacenti di ogni colore politico.

Governi come quello italiano, a guida postfascista, hanno in programma di far retrocedere i diritti democratici e di tutti i settori oppressi della società.
La questione femminile e le lotte delle donne si fermano sulla soglia della formalità giuridica, e senza crescere insieme alla lotta di classe non riescono a sviluppare una reale emancipazione, senza la quale lo stesso socialismo è impensabile. I diritti LGBTQIAP+*, delle e dei migranti, delle minoranze etniche, sono attaccati e rischiano di rimanere nell’ambito delle sole buone intenzioni.

In altre parole: le classi inferiori soffrono e non sono disposte a vivere alla vecchia maniera.

Purtroppo però le masse, pur con enormi eccezioni, stentano ancora a sviluppare un’azione storica indipendente. Dopo essersi sentite tradite dai riformisti, che hanno finito ovunque per sostenere governi e condividere la responsabilità del varo di politiche economiche e sociali capitaliste (Italia, Spagna, Grecia...), e dalle burocrazie sindacali che hanno svenduto le loro ragioni per collaborare con i padroni, esse finiscono spesso per essere ingannate da movimenti reazionari, oppure si rifugiano in un illusorio rifiuto della politica, di quella politica che però disgraziatamente porta loro guerra, malattia disoccupazione e distruzione ambientale.

Come rimediare a questa situazione. Cosa manca? Manca ancora l’elemento soggettivo: il partito di massa della rivoluzione mondiale.
In Italia c’è un solo partito che dedica ogni sua forza a questo scopo. Che dichiara la necessità dell’opposizione intransigente alle classi dominanti e a tutti i loro governi di qualsiasi colore politico, e che persegue la costruzione del fronte unico della classe lavoratrice contro l’arroganza padronale, basato su un programma di rivendicazioni anticapitaliste. L’unico partito che ha nel suo programma politico la rivendicazione del governo delle lavoratrici e dei lavoratori. L’unico partito che lavora per il raggruppamento rivoluzionario a livello internazionale, nella prospettiva della costruzione del partito della rivoluzione mondiale, e per questo promuove con le compagne e i compagni di altri paesi lo sviluppo della Lega Internazionale Socialista.

Questo partito è il Partito Comunista dei Lavoratori.
Care compagne e cari compagni, è necessario il vostro aiuto. Per questo chiamiamo le comuniste e i comunisti, le lavoratrici e i lavoratori, gli studenti, i giovani, tutte e tutti coloro che rivendicano il diritto vivere la propria diversità fuori dalle convenzioni e dalla morale borghese, ad aderire e a militare nel Partito Comunista dei Lavoratori.

Fuori da questa soffocante società capitalista e dal suo declino mortale, apriamoci insieme una strada verso la rivoluzione.
Lottate con noi, iscrivetevi al PCL. 📢

Vuoi che la tua organizzazione sia il Servizio Di Governo più quotato a Siena?
Clicca qui per richiedere la tua inserzione sponsorizzata.

Digitare

Indirizzo


Siena
53100