Baskett-ieri
Apriamo lo scrigno dei ricordi degli appassionati di basket a Trieste. Aneddoti, storie, fotografie,
22/09/2021
UN SIGNORE DEL BASKET
L'archivio ci consegna la foto di una sua leggiadra entrata e ora ci piace immaginare che possa aver raggiunto lassù la squadra degli "angeli biancocelesti". Con loro Bruno Cavazzon era stato protagonista per diversi anni in serie A vestendo la maglia della Ginnastica Triestina, "targata" prima Stock e in seguito Philco. Giovanissimo, entrò nel giro delle nazionali anche come probabile olimpico per i Giochi di Melbourne. Ma numeri e dati non dicono della persona, che possedeva tutte le qualità dell' autentico gentiluomo. Da allenatore non usava il cosiddetto pugno di ferro e arrivava allo scopo in maniera persuasiva. Lo testimoniano i traguardi di una piccola grande società. Parliamo dell'Italsider, un fenomento degli anni '70 che andrebbe studiato ancora oggi. Il comandante Simoncelli seppe circondarsi di un "equipaggio" straordinario, dai dirigenti (Damiani e Moreni) a uno staff tecnico (Pituzzi, Stibiel, Generoso e Petronio, oltre, ovviamente, allo stesso Bruno) in grado di gestire un movimento di ben 150 atleti. E si trattava pur sempre di un Circolo aziendale.
30/04/2021
"Forse a 82 anni non servo più" aveva commentato piuttosto avvilito dal letto dell'ospedale di Asti solo pochi giorni fa. Un banale intervento complicato da un'improvvisa polmonite, aveva solo per un momento fatto vacillare il suo abituale ottimismo. Tanto da scherzare sugli aneddoti che accompagnano le comuni origini istriane. E postava su Facebook il vaccino che era solito ordinare nella farmacia del... Collio. Invece ieri, improvvisamente, Andrea Ravalico è salito fin lassù - parole dell'ex presidente del Torino Garrone - nel paradiso dei cestisti. Osservate la bella immagine in cui fa l'assistente di Miro Turcinovich nelle operazioni di "gonfiamento" del pallone che doveva essere bello resistente sul campo all'aperto dei Salesiani. Correva l'anno 1957. Il battesimo al Don Bosco prima di diventare uno dei "santi" dell'Ignis Varese campione d'Italia nel 1963/64 con, fra gli altri, quel Gavagnin che avevamo visto a Trieste. La sua seconda vita sportiva è stata ricca di soddisfazioni: ha portato in alto il Saclà Asti e ha forgiato un sacco di ragazzini. Alla bravura di atleta ha saputo unire delle qualità umane riconosciute in tutti gli ambienti. Affezionatissimo a Trieste, non mancava di far conoscere agli amici le immagini più curiose della nostra città e ultimamente era rimasto colpito dal fenomeno delle meduse. I giovani forse conoscono quel cognome per il Gruppo Sportivo dei Vigili del Fuoco. Ebbene il sodalizio lo ha intestato al padre Francesco che, il primo maggio del 1945, accorso per spegnere un incendio, venne ucciso dai tedeschi.
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