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23/12/2017
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IlFattoQuotidiano.it / Lavoro & Precari
Legge di Bilancio, tornano gli incentivi alle assunzioni ma solo per under 30. Sgravio dimezzato rispetto al 2015
LAVORO & PRECARI
Per i giovani del Sud ci sarà invece la decontribuzione totale. Quella del 50% varrà anche per gli under 35 solo nel 2018. Chi licenzia nei sei mesi successivi dovrà restituire il beneficio goduto. L'esborso per le casse pubbliche sarà di 359 milioni nel 2018, ma è destinato a lievitare fino a 2,7 miliardi l'anno dal 2021. Secondo la ragioneria dello Stato i nuovi assunti grazie allo sgravio saranno 462.800
Poco importa se la prima tornata di incentivi alle assunzioni, voluta dal governo Renzi, è costata alle casse dello Stato circa 18 miliardi e ha mancato l’obiettivo di rendere i contratti a tempo indeterminato la tipologia di rapporti di lavoro più diffusa. La legge di Bilancio per il 2018 non cambia verso e mette in campo nuovi sgravi per le imprese che assumono. Stavolta però la coperta delle risorse è cortissima, per cui la decontribuzione triennale, in generale, sarà limitata al 50% e varrà unicamente per gli under 30. Nel solo 2018 saranno agevolate anche le assunzioni di chi ha tra i 29 e i 35 anni non ancora compiuti. Nulla per la fascia 35-49 anni, in cui si conta quasi 1 milione di disoccupati su 2,9 milioni totali. L’incentivo sale al 100% se si stabilizza un ex apprendista o uno studente che ha trascorso un periodo di alternanza scuola-lavoro in quell’azienda. Discorso a parte per il Sud, dove resta in vigore la decontribuzione totale (sgravio del 100%) per i giovani neo assunti che viene però estesa agli under 35. L’altra novità è la clausola che “punisce” chi licenzia dopo aver assunto con il beneficio. L’esborso per le casse pubbliche sarà ridotto nel 2018, ma è destinato a lievitare fino a 2,7 miliardi l’anno dal 2021.
Esonero contributivo del 50% per 36 mesi – L’articolo 16 della manovra, intitolato “Incentivo strutturale all’occupazione giovanile stabile”, prevede l’esonero per 36 mesi dal versamento del 50 per cento dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione di quelli dovuti all’Inail, per i privati che assumono con il contratto a tutele crescenti introdotto dal Jobs Act lavoratori che non abbiano ancora compiuto 30 anni. Nel solo 2018 il limite di età sale a 35 anni. C’è però un tetto: lo sgravio non potrà superare il valore di 3mila euro annui, che dovrebbe garantire il taglio del 50% dei contributi alla maggioranza dei nuovi contratti. I nuovi assunti non possono aver avuto in precedenza altri rapporti di lavoro a tempo indeterminato. Sono esclusi dal beneficio i lavoratori domestici.
Sgravi del 100% se si stabilizza un ex apprendista o studente che ha fatto l’alternanza – L’incentivo sale al 100% nei casi in cui viene stabilizzato un ragazzo con contratto di apprendistato e per i datori di lavoro che assumono, entro sei mesi dal conseguimento del titolo di studio, studenti che abbiano svolto con loro percorsi di alternanza scuola-lavoro o di apprendistato per il conseguimento di titolo di studio. Il tutto vale solo per i datori di lavoro che nei sei mesi precedenti non hanno effettuato licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi. L’esonero verrà poi revocato se il neoassunto o un altro dipendente inquadrato con la stessa qualifica vengono licenziati nei sei mesi successivi.
Il Tesoro prevede 462.800 nuove assunzioni – Secondo la relazione tecnica, l’incentivo dovrebbe portare a 380mila nuove assunzioni nel 2018, “con un esonero contributivo medio di 2.430 euro calcolato considerando che circa il 69% delle assunzioni del 2016 risultano inferiori al limite massimo di 3.250 euro su base annua”. Sono poi previste 300mila assunzioni l’anno nel 2019 e 2020. In più, stima la Ragioneria dello Stato, nel 2018 verranno assunti grazie all’esonero 1.900 operai agricoli (1.200 l’anno dal 2019), 62mila apprendisti e 18.900 studenti che hanno fatto un periodo di alternanza scuola-lavoro. In totale si parla dunque di 462.800 nuovi assunti con sgravio nel 2018, destinati a diventare 844.900 nel 2019 e 1,2 milioni nel 2020. I costi? Nel 2018 si fermeranno a 359 milioni ma sono poi previsti in salita a 1,25 miliardi nel 2019, quando a Palazzo Chigi ci sarà un nuovo inquilino. Poi sarà un crescendo: 2,2 miliardi nel 2020, 2,7 nel2022 e altrettanto per ognuno degli anni successivi.
Prorogato il bonus Sud. E viene allargato agli under 35 – L’articolo 74 prevede poi la proroga delle agevolazioni per le assunzioni a tempo indeterminato nel Mezzogiorno, per le quali gli sgravi restano del 100% con un tetto di 8.060 euro l’anno. Lo scorso anno il beneficio valeva però solo per gli under 30, mentre nel 2018 sarà allargato agli under 35 residenti in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna. L’incentivo vale anche per i lavoratori over 35 se disoccupati da almeno 6 mesi. Le coperture sono a carico dei programmi nazionali cofinanziati dal Fondo sociale europeo.
per la Segreteria
Paolo Persi
Rottamazione 2017: fare domanda conviene
La domanda di adesione alle rottamazione cartelle bis prevista dal Decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2018 sospende le procedure esecutive: come funziona.
I contribuenti che presentano domanda di rottamazione 2017, oppure chiedono di essere riammessi alla definizione agevolata 2016 alla quale non erano riusciti ad accedere per aver interrotto un precedente piano di pagamenti, hanno da subito una serie di vantaggiin termini di esecutività delle cartelle esattoriali. Le regole, previste dal Dl 148/2017, sono le stesse che erano già state applicate per la precedente rottamazione, contenute nel comma 5 dell’articolo 6 del Dl 193/2016.
In pratica, sono sospesi i termini di prescrizione e decadenza per il recupero dei carichi oggetto della domanda di accesso alle nuove possibilità di rottamazione, in relazione ai quali l’agente della riscossione non può avviare nuove azioni esecutive, iscrivere nuovi fermi amministrativi e ipoteche, proseguire le procedure di recupero coattivoprecedentemente avviate.
Restano esclusi i fermi amministrativi e le ipoteche già iscritti alla data di presentazione della dichiarazione e le procedure esecutive per le quali è già stato effettuato il primo incanto con esito positivo, oppure è già stata presentata istanza di assegnazione, o ancora è già stato emesso provvedimento di assegnazione dei crediti pignorati.
Nel caso di adesione alla rottamazione 2017, che riguarda i carichi affidati all’agente della riscossione dal primo gennaio al 30 settembre 2017, è sospeso anche il pagamento dei versamenti delle rate che scadono in data successiva alla stessa presentazione e relativi a precedenti dilazioni in essere alla medesima data.
Questo vale per l’adesione a tutte le nuove possibilità di rottamazione previste dal decreto fiscale collegato alla Legge d Bilancio 2018:
rottamazione 2017: definizione cartelle affidati all’Agenzia delle Etrate – Riscossione dal primo gennaio al 30 settembre 2017: per aderire si compila il modulo DA – 2017 pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Entrate, entro il 15 maggio 2018;
riammissione alla definizione agevolata dell’anno scorso per coloro che erano stati respinti perché non in regole con le rate scadute entro il 31 dicembre 2016: per aderire si compila il modulo DA-R, entro il 31 dicembre 2017;
proroga pagamenti precedente rottamazione: chi non ha pagato le rate della rottamazione precedente può essere riammesso se verso il dovuto entro il prossimo 30 novembre.
Attenzione: il beneficio della sospensione delle procedure scatta nel momento in cui viene presentata la richiesta di adesione alla rottamazione, quindi chi intende utilizzare la definizione agevolata ha interesse a presentare la domanda il prima possibile.
Ricordiamo che la domanda rappresenta la richiesta di accesso, l’adesione vera e propria si perfeziona con il pagamento della prima o unica rata, che avviene in seguito alla risposta positiva dell’Agenzia delle Entrate.
per la Segreteria
Paolo Persi
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