Performing The Club

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Performing The Club è un progetto che mette in connessione arte contemporanea e club culture

Photos from Performing The Club's post 09/06/2026

Mosaico Danza Interplay Festival 2026
[English version below]

Questa sera alla Lavanderia a Vapore, nell’ambito di Interplay Festival, tre lavori tracciano un percorso attraverso differenti modalità di presenza, relazione e trasformazione del corpo in scena.

Con “Studi per M”, Stefania Tansini sviluppa una ricerca intima e stratificata sulla memoria fisica e sull’emergere dell’identità. Attraverso una scrittura coreografica densa e sensibile, il corpo si fa archivio vivente, luogo di attraversamento di immagini, emozioni e tensioni che affiorano e si trasformano nel tempo dell’azione.

In “Hit Out”, il collettivo Parini Secondo esplora le dinamiche della competizione, della resistenza e della cooperazione, assumendo il gesto sportivo come materiale coreografico. Il movimento si articola in una trama ritmica che mette in discussione i confini tra performance atletica e pratica performativa, aprendo uno spazio di riflessione sulle forme contemporanee dello stare insieme.

Con “Superstella”, Vittorio Pagani indaga invece i meccanismi della rappresentazione e della costruzione dell’immagine pubblica. Tra ironia, vulnerabilità e desiderio di esposizione, la scena diventa un campo di forze in cui si intrecciano immaginari pop, aspirazioni individuali e possibilità di riscrittura di sé.

Tre prospettive differenti che invitano il pubblico a confrontarsi con il corpo come dispositivo di relazione, immaginazione e cambiamento, confermando la vocazione di Interplay a intercettare le traiettorie più vive della ricerca coreografica contemporanea.

Per informazioni e prenotazioni: https://www.mosaicodanza.it/interplay-2026/
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[English version]

Mosaico Danza Interplay Festival 2026

Tonight at Lavanderia a Vapore, as part of the Interplay Festival, three works trace a path through different modes of presence, relationship, and transformation of the body on stage.

With “Studi per M”, Stefania Tansini develops an intimate and layered exploration of physical memory and the emergence of identity. Through dense and sensitive choreography, the body becomes a living archive, a place for the passage of images, emotions, and tensions that surface and transform over time.

In “Hit Out”, the Parini Secondo collective explores the dynamics of competition, resistance, and cooperation, adopting sporting gestures as choreographic material. The movement unfolds in a rhythmic pattern that questions the boundaries between athletic performance and performative practice, opening a space for reflection on contemporary forms of togetherness.

With “Superstella”, Vittorio Pagani investigates the mechanisms of representation and the construction of public image. Between irony, vulnerability, and a desire for exposure, the stage becomes a force field where pop imagery, individual aspirations, and the possibility of self-reflection intertwine.

Three different perspectives invite the audience to engage with the body as a device for connection, imagination, and change, confirming Interplay's vocation to intercept the most vibrant trajectories of contemporary choreographic research.

For information and reservations: https://www.mosaicodanza.it/interplay-2026/

Photos from Performing The Club's post 05/06/2026

The Dot, di TUNDRA

“The Dot” è l’installazione a/v del collettivo artistico Tundra, che esplora il confine tra presenza fisica e astrazione digitale, offrendo un’esperienza contemplativa in cui la tecnologia non è semplice supporto, ma linguaggio artistico autonomo e generativo. Questo lavoro nasce da un gesto apparentemente minimale: un punto luminoso sospeso nello spazio. Da questa presenza elementare si sviluppa però una complessa architettura audiovisiva che trasforma la percezione dell’ambiente e del pubblico.

Attraverso una sofisticata programmazione algoritmica di luci e sound design spazializzato, “The Dot” costruisce un ecosistema dinamico in cui luce e suono operano come materiali plastici. Le variazioni luminose non accompagnano semplicemente la componente sonora, ma instaurano con essa una relazione sinestetica, generando una composizione in continua evoluzione. L’installazione si fonda su una rigorosa precisione tecnica: sincronizzazione temporale, controllo digitale e modellazione dello spazio diventano strumenti espressivi al servizio di una riflessione estetica.
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English version]

The Dot, by TUNDRA

“The Dot” is the a/v installation by the art collective Tundra, which explores the boundary between physical presence and digital abstraction, offering a contemplative experience where technology is not simply a support, but an autonomous and generative artistic language. This work was born from a seemingly minimal gesture: a bright spot suspended in space. From this elementary presence, however, a complex audiovisual architecture develops that transforms the perception of the environment and the public.

Through sophisticated algorithmic programming of spatialized lighting and sound design, The Dot builds a dynamic ecosystem in which light and sound operate as plastic materials. Light variations do not simply accompany the sound component, but establish a synesthetic relationship with it, generating an ever-evolving composition. The installation is based on rigorous technical precision: time synchronization, digital control, and spatial modeling become expressive tools at the service of aesthetic reflection.

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