Studio Legale De Blasio
Con passione e aggiornamento quotidiano, aiuto gli assistiti ad affrontare i problemi
⏱️ Hai perso i risparmi per colpa di qualcuno?
Attento alla prescrizione — ma non solo.
📌 Se più persone hanno causato lo stesso danno, basta agire contro una sola per bloccare la prescrizione anche nei confronti delle altre.
Non importa che rispondano per motivi diversi — contratto, negligenza, omessa vigilanza. Se il danno è lo stesso, la prescrizione si interrompe per tutti.
E se hai fatto una domanda in un fallimento per recuperare i tuoi soldi?
➡️ Quella domanda ha interrotto la prescrizione anche contro chi avrebbe dovuto controllare e non l'ha fatto.
La Cassazione lo ribadisce: il tempo non è scaduto
Prima di rinunciare a far valere i tuoi diritti, pensaci
🚨 Casa ipotecata... e poi confiscata. Chi vince, la banca o lo Stato?
Spesso si pensa che basti una confisca per "azzerare" l'ipoteca della banca sull'immobile. La Cassazione dice: non è automatico.
📌 Il caso
Una banca concede due mutui garantiti da ipoteca su dieci immobili. Anni dopo, scopre che quegli immobili erano stati costruiti abusivamente: arriva il sequestro, poi la confisca.
Il giudice dice: l'esecuzione si blocca, la banca non può più procedere. La Cassazione lo smentisce.
⚖️ Perché
Se l'ipoteca è stata iscritta prima della confisca (o del sequestro), resta valida. Vince chi ha registrato prima il proprio diritto nei pubblici registri — non chi interviene dopo, fosse anche lo Stato con un provvedimento penale.
📌Fa eccezione solo la confisca legata a reati di mafia, che segue regole speciali e diverse (quindi prevale la confisca)
💡 Un principio che conta per banche, acquirenti di crediti e chiunque abbia a che fare con un'esecuzione immobiliare con vicende penali sullo sfondo:
Casa coniugale, diritto di abitazione ed accettazione tacita. Cosa prevale?
Marito e moglie si separano. La casa va alla moglie. Poi la moglie muore. Il marito entra in casa. E qui iniziano i problemi.
📌 Cosa è successo
La banca — creditrice della moglie — sostiene che entrare in quella casa equivale ad accettare l'eredità. E accettare l'eredità significa rispondere anche di tutti i debiti lasciati dalla moglie, senza limiti.
Due tribunali le danno ragione: il Tribunale di Vicenza prima, la Corte d'Appello di Venezia poi.
Il marito ricorre in Cassazione.
⚖️ Cosa dice la Cassazione (n. 18000/2026)
Prima di stabilire se il marito ha "accettato l'eredità" entrando in casa, bisogna rispondere a una domanda più importante: aveva il diritto di stare in quella casa?
La legge riconosce al coniuge superstite il diritto di abitare nella casa familiare, anche dopo una separazione senza colpa. Non basta la separazione per togliergli questo diritto: bisogna verificare se quella casa era ancora, concretamente, la casa della famiglia.
Solo se non aveva questo diritto, entrare in casa può essere considerato un atto che lo lega all'eredità — e ai debiti.
I giudici di merito hanno saltato questo passaggio. La Cassazione lo rimanda indietro.
⚠️ Ma c'è un nodo in più
C'è però una differenza importante rispetto ai casi simili già decisi in passato: il marito non abitava già lì quando la moglie è morta. Si è trasferito nell'immobile dopo.
Questo conta, perché chi ha diritto a ricevere un bene in eredità non può semplicemente andarselo a prendere da solo — deve chiederlo a chi gestisce l'eredità.
È una questione che i giudici dovranno affrontare nel nuovo processo. Aspettiamo per vedere come i fatti verranno interpretati...
Cass. Civ. Sez. II, n. 18000 del 4 giugno 2026
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