il PANE & le ROSE
giornalista .
05/05/2026
Il volto in foto è quello di Samantha Lacedonia. Mentre scrivo sono in corso i suoi funerali.
Samantha ha 21 anni quando venerdì scorso esce di casa per andare a lavoro. È di Bisceglie (BAT - Barletta Andria Trani), ma lavora 130km più a Sud, a Ostuni (Brindisi). Da poco si è trasferita dal fidanzato, a Ceglie Messapica, per costruirsi un pezzettino di autonomia e indipendenza.
Perché c’è poco da fare gli schizzinosi, poco da essere choosy (Ministra Fornero dixit) quando si parla di lavoro. L’Italia registra il peggior tasso di occupazione d’Europa per la fascia 20-28 anni: meno di uno su due lavora.
Samantha era nella metà che un lavoro l’ha trovato: cameriera, sebbene stagionale.
Non era la prima volta. Aveva già fatto altre “stagioni”. In fondo, il turismo, quello che qualcuno definisce “l’oro del Sud”, questo offre: lavoro stagionale. E te lo prendi, perché i “divanisti” esistono quasi solo nella testa di politici e giornalisti.
Venerdì Samantha è salita sulla sua auto, ma a 3km dal luogo di lavoro si è scontrata con una Mercedes Classe C.
Samantha è morta così. A soli 21 anni. Mentre andava a lavoro. Incidente “in itinere”, si dice in gergo.
Quella mattina non era una mattina qualunque. Era il 1 maggio, festa dei lavoratori e delle lavoratrici. Lei però, andava a lavoro, pare il suo primo giorno di lavoro, perché alcuni settori non conoscono weekend e festivi. Anzi.
Nel suo ultimo post social, la foto di un nuovo tatuaggio e una frase: «È l’unico dolore che voglio provare nel 2026».
Purtroppo non è stato così. E il suo dolore è quello di troppe e troppi.
L’anno scorso, nel 2025, abbiamo contato 1.432 morti sul lavoro, di questi 1.032 sui luoghi di lavoro. Ben 400 sono i morti per Karoshi (termine giapponese che indica i morti per super-lavoro) e “in itinere”, vale a dire in strada, mentre vai o torni da lavoro.
Nel 2026 questa terribile contabilità ci porta già a 341 lavoratori e lavoratrici morti sui posti di lavoro, 481 se contiamo quelli “in itinere”.
Samantha è, purtroppo, tra loro. A soli 21 anni.
05/05/2026
Se fossi nei panni di Meloni, non ricorderei agli italiani da quanto tempo siede al governo.
Altrimenti dovrebbe spiegare loro perché il secondo governo più longevo della storia d'Italia non ha mai trovato il tempo per migliorare la condizione di vita dei cittadini.
Non ha adeguato gli stipendi al costo della vita, non ha finanziato sanità, scuola e università come sarebbe stato necessario, non ha difeso gli interessi nazionali.
Però ha trovato tempo e soldi per obbedire agli USA e spendere 13 miliardi di euro in più solo nel 2025 per la spesa militare.
Non importa da quanto dura il governo, ma quello che ha fatto in questo tempo.
E Meloni non ha fatto nulla per l'Italia e gli italiani in quasi quattro anni a Palazzo Chigi.
Per questo dobbiamo fare di tutto per costruire l'alternativa e mandare a casa questa br**ta destra alla prima occasione utile.
02/05/2026
Cinquemila euro. Tanto è costato il primo bonifico arrivato sul conto di Silvia Salis da uno dei leoni da
tastiera che le aveva dato della pu**ana sui social.
Cinquemila euro che la sindaca di Genova ha deciso di non tenere per sé. Andranno al Centro Antiviolenza Mascherona, all’Associazione per non Subire Violenza e a Casa Pandora Margherita Ferro.
La prima di tante querele, dice Salis. Perché di leoni da tastiera che si sono sentiti in diritto di insultarla ce ne sono stati a decine. E ognuno, uno per uno, pagherà.
Ma il punto vero è un altro, e lo spiega lei stessa con parole perfetto:
“Non possiamo fare passare il messaggio che la violenza verbale sulle donne sia una goliardata social, perché vedete, le donne subiscono sempre una doppia violenza.
A una donna non si contesta mai il ruolo che ricopre, ma come si veste, come appare, quali sono le sue scelte nella vita privata. È un modo per delegittimarla continuamente all’interno della società.
Ho fatto questa scelta perché ogni giorno donne che lavorano e operano in tutti i contesti subiscono questo tipo di violenza.
Perché vedete, a un uomo si dice che è uno str*nzo, che è un prepotente, mentre a una donna dici che è una Barbie o che è una pu**ana.
È un meccanismo tossico alimentato da uomini, ma purtroppo anche da alcune donne, che ti fa pensare: se sei una donna devi stare al tuo posto, non puoi pensare di avere un ruolo in questa società, stai lì buona.
Denunciare si può e si deve e i risultati di oggi sono tangibili e lo dimostrano. Reagire si può e si deve. Continuerò a trasformare l’odio in bene per la nostra comunità”.
Bravissima.
02/05/2026
22/12/2025
M&loni, abbassa i toni e modera i termini...
Non trasformare in un nemico da abbattere chi non la pensa come te...
I giornalisti, il sindacato, la magistratura, I lavoratori, gli studenti, i cosiddetti "comunisti"... Non dileggiare John Lennon, Nanni Moretti e Elly Schlein...
chi è altro da te non va preso in giro, sbeffeggiato, deriso! Questo è il tipico atteggiamento da bullo prepotente e arrogante, che abbindola il popolo con slogan demagogici, retorici, e vuoti tipo "Dio, patria, e famiglia"...
Vedi, m&loni, purtroppo tu sei il pdc di tutto l'elettorato, non solo dei tuoi fratelli missini e quindi smettila di trasformare ciò che tu pensi essere il "dissenso" in qualcosa che è contro di te! Smettila con questo vittismo infantile e nel contempo aggressivo, rispetta "il Manifesto di Ventotene", rispetta la Costituzione, rispetta la DEMOCRAZIA!
E impara umilmente da chi è più in alto di te, culturalmente, politicamente e umanamente, prendi lezione da un GRANDE uomo come...
PIER LUIGI BERSANI💫!
22/12/2025
Stanno facendo macelleria sociale sulle pensioni.
Prima ritirano il maxi emendamento, poi infilano misure che ottengono lo stesso risultato: far lavorare le persone fino allo sfinimento.
Colpiscono i lavoratori precoci, chi ha iniziato prima dei 19 anni, e chi svolge lavori usuranti. Proprio quelli che avrebbero più diritto al riposo. Tagliano 200 milioni l’anno per impedire l’uscita con 41 anni di contributi. Non è rigore, è cinismo.
Un governo che chiede sacrifici sempre agli stessi e considera il lavoro una condanna a vita, non una dignità da tutelare.
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