Marko Rus

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13/11/2025

Il 13 novembre ricorre la Giornata Mondiale della Gentilezza, un’occasione per soffermarsi sul valore dei gesti semplici che, pur nella loro quotidianità, possono influenzare positivamente sia il benessere personale che la qualità delle relazioni sociali.

Questa giornata nasce a Tokyo nel 1997 durante una conferenza del World Kindness Movement e viene ufficialmente riconosciuta nel 1998.

Il suo obiettivo è quello di promuovere la gentilezza come principio universale, incoraggiando comportamenti ispirati all’empatia, alla solidarietà e alla cooperazione, oltre ogni confine culturale, religioso o geografico.

Gentilezza e salute psicologica

Oltre ad essere un valore morale, la gentilezza rappresenta una risorsa fondamentale per la salute psicologica.
Secondo recenti studi neuroscientifici, compiere o ricevere atti gentili attiva le aree cerebrali legate al piacere e alla connessione sociale, stimolando la produzione di dopamina e ossitocina, ormoni associati a sensazioni di felicità e fiducia (Carter, 2011).

Anche la teoria dell’attaccamento, elaborata da Bowlby e Ainsworth (1989), sottolinea come la qualità dei legami affettivi sia centrale nello sviluppo umano. La gentilezza agisce infatti come un elemento di coesione emotiva che rafforza tali legami.

Gli effetti positivi della gentilezza

La psicologia ha documentato diversi effetti positivi legati alla gentilezza. Tra i principali ci sono:

Riduzione dello stress e dell’ansia, grazie alla diminuzione dei livelli di cortisolo (Curry et al., 2018).
Incremento delle emozioni positive, che favorisce la resilienza e il benessere psicologico (Fredrickson, 2001).
Maggiore fiducia e cooperazione all’interno dei gruppi, secondo la teoria dell’interdipendenza (Fiske, 1992).
Aumento dell’autostima e della percezione di efficacia personale, che rinforzano il senso di competenza (Bandura, 1997).
Diffusione di comportamenti prosociali, grazie a un effetto imitativo e contagioso (Isen et al., 1978).

Gentilezza come risorsa terapeutica

La gentilezza non è utile solo nella vita sociale ma assume anche un valore terapeutico.

In ambito sanitario e psicologico, un clima improntato alla benevolenza favorisce i processi di guarigione, sostiene la resilienza delle persone e contribuisce all’inclusione.

Sta emergendo inoltre una vera e propria psicologia della gentilezza: un campo che esplora gli effetti e le dinamiche della gentilezza sul benessere individuale e collettivo, indagando le basi psicologiche, sociali e neurobiologiche dei comportamenti gentili.

Questo ambito è strettamente connesso alla psicologia positiva, che si focalizza su ciò che rende la vita degna di essere vissuta.

La self-kindness

Un aspetto centrale in questo contesto è la self-kindness, ovvero l’auto-compassione: imparare a trattarsi con la stessa gentilezza riservata agli altri.

Secondo Kristin Neff, questo approccio aiuta a ridurre l’autocritica, affrontare le difficoltà con maggiore equilibrio emotivo e sviluppare una visione più positiva di sé stessi.

Un invito alla scelta quotidiana

Il 13 novembre ricorda a tutti: ogni giorno ognuno può scegliere di essere gentile.

E quella scelta, se condivisa, ha il potere di trasformare non solo la propria vita ma l’intera società!

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