Simon Schiele
Autore, opinionista, divulgatore culturale. Scopri il mio lavoro.
17/05/2026
Come potete vedere dalla prima foto sono bello bello in modo assurdo (cit.). A parte questo sono stato a di Torino per un saluto a qualche amico e per scoprire nuovi autori.
Grandi complimenti alla e in particolare a che mi ha colpito con i suoi lavori.
Tutto il team della continua a stupire e tutti hli autori e le autrici dei Tagli d’Anima.
È stato un piacere vedervi e per alcuni di voi ri-vedervi.
Alla prossima presenterò anche io con loro!
Come sta andando il vostro ?
ti voglio conoscere dal vivo prima o poi.
Till next time!
G.S.
10/05/2026
Ciao, sono tornato e sono su Substack. Non vi ho fatto aspettare molto.
Esce il primo capitolo di una storia che volevo raccontare da molto tempo. Mira è una giovane ragazza, neolaureata, costretta ad abbandonare il posto di lavoro dopo un “incidente” con il direttore HR.
La realtà crudele del mondo del lavoro con cui dovrà confrontarsi la farà crescere, ma sfaterà molte delle sue illusioni, punendola per le sue pecche caratteriali e fornendole una nuova visione delle cose.
Dedicato a chi ha vissuto questa m***a ed è sopravvissuto. Non è facile là fuori. Per nessuno.
G.S.
🇬🇧 Hi, I’m back and on Substack.
The first chapter of a story I’ve wanted to tell for a long time is out. Mira is a young woman, fresh out of university, forced to leave her job after an “incident” with the HR director.
The harsh reality of the working world she must face will make her grow, but it will also shatter many of her illusions, punishing her flaws and giving her a new perspective on things.
Dedicated to everyone who has lived through this s**t and survived. It’s not easy out there. For anyone.
G.S.
29/03/2026
Intervista a per il .themagazine
Giorgia Truglio ci racconta dell’arte che viene soffocata, dell’arte che per mille ragioni non riesce ad ardere come un fuoco impetuoso e dell’arte che nonostante questo perdura nel tempo, rimanendo sempre accesa sotto un mare di cenere, come braci che rifiutano di farsi estinguere.
La passione può avere una forza diversa, meno esplosiva forse, ma più duratura. Questo è l’argomento di questo articolo.
[…]
Penso che la società sia al tempo stesso il più grande nemico e il più grande alleato dell’arte: la schiaccia, la marginalizza, la riduce al silenzio. Ma è proprio da quel silenzio che nasce l’urgenza dell’artista di creare, di esprimere, di rivendicare. Di fronte all’impotenza di un mondo spesso corrotto e malato, di fronte all’insoddisfazione eterna a cui tutti siamo destinati, di fronte alla necessità di evadere dalla realtà e dai pensieri, l’arte diventa una ribellione necessaria, pura e pacifica, il gesto più umano per restare vivi.
Le mie opere riprendono tematiche e persone dei miei anni formativi non in modo esplicito, ma in maniera naturale, semplicemente perché sono il risultato di ciò che ho vissuto. La mia arte è il mezzo attraverso cui racconto la mia esperienza e la tensione continua tra ciò che sento di essere e ciò che mi viene richiesto di diventare, tra la voglia e la paura di essere vista.
Link in bio per l’intervista completa
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