Portrait Club Varese

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Pagina dedicata a tutti gli appassionati di fotografia di ritratto della provincia di Varese.

27/12/2020

Lui è Giuseppe Ingarao. Giuseppe non ha mai conosciuto l'infanzia, l'infanzia felice che ogni bimbo meriterebbe.
Il papà Nunzio li lascia infatti purtroppo troppo presto e tutto si complica. Un papà legato alla sua terra, la Sicilia, il 16 dicembre 1958, perde la vita quando Giuseppe era ancora un bambino, aveva solo 6 anni. Con la morte del papà, insieme alla mamma Melina ed il fratello si trasferiscono a Luino, dallo zio. Un lungo viaggio di 26 ore, con le valigie di cartone. In una giornata grigia, piovosa. Un impatto difficile per un bambino abituato al caldo sole della Sicilia. A dispetto delle condizioni meteorologiche la Lombardia si rivela per Giuseppe e la sua famiglia una terra accogliente, di persone che fin da subito tendono loro la mano e li accolgono con il cuore. Dal portantino del treno, al suo arrivo a Milano, che al momento di pagare il servizio reso gli risponde con una frase difficile da comprendere per un bimbo appena arrivato dal Sud, “Nagòtt, va ben inscì”, fino al Sindaco di Luino che prende a cuore Giuseppe e la sua famiglia e lo tratta come fosse un suo figlio. Un senso di gratitudine verso questa terra, la Lombardia, che Giuseppe trasforma, il 16 aprile 1982, all'interno di uno stabile del 1830 che si racconta ospitò l'eroe dei due mondi, nella Locanda Garibaldi, il suo appuntamento col destino. Una casa che era “anziana”, vissuta, con quell'odore di naftalina, di botte, di brillantina per i capelli e di panche in similpelle e che con la passione di Giuseppe, insieme all'eleganza sussurrata dalla moglie Mirella, che con dedizione e cura si occupa della cucina, diventa una fiaba d'Amore e una gioia infinita alla tavola per i suoi ospiti.

Foto e testi: Ivan Papaleo

Photos 16/05/2020

«Per gentile concessione del covid-19, siamo tutti qui rinchiusi», spiega Ivo Popov, fotografo bulgaro che vive a Bruxelles (Belgio) con la moglie e la figlia di 5 anni. «Essere un fotografo bloccato a casa non è divertente, ma sogno tutte le foto che farò quando finalmente ci sarà permesso di viaggiare di nuovo». Nell’attesa che l'emergenza finisca, l'uomo ha deciso di portare sua figlia a scalare le montagne più alte del mondo, ricreando tra le mura di casa le ambientazioni perfette per le loro prossime avventure. E trasformandole in un progetto fotografico (📷 /Instagram)

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