Health Project Studio
qualità ed esperienza per il soccorso e la formazione
29/12/2021
studio sulla variante omicron, plasma e vaccini
Broadly neutralizing antibodies overcome SARS-CoV-2 Omicron antigenic shift
https://www.nature.com/articles/d41586-021-03825-4
Broadly neutralizing antibodies overcome SARS-CoV-2 Omicron antigenic shift Discover the world’s best science and medicine | Nature.com
29/12/2021
uno studio sull'efficacia dei vaccini con variante omicron
Striking antibody evasion manifested by the Omicron variant of SARS-CoV-2
https://www.nature.com/articles/d41586-021-03826-3
Striking antibody evasion manifested by the Omicron variant of SARS-CoV-2 Discover the world’s best science and medicine | Nature.com
29/12/2021
sembra che nelle mutazioni vengano alterati i livelli di una proteina virale immunosoppressiva chiamata ORF9b. Questa proteina poco studiata colpisce temporaneamente la risposta immunitaria innata del corpo, la sua prima linea di difesa contro i patogeni e probabilmente svolge un ruolo nell'infezione con le varianti Alpha, Delta e Omicron.
https://www.science.org/content/article/how-genetic-twist-old-variant-may-be-driving-omicron-and-delta-today
How a genetic twist in an ‘old’ variant may be driving Omicron and Delta today Far from the spike protein, a mutation pummels innate immunity
10/04/2021
Nei sei mesi successivi al contagio si possono sviluppare problemi neurologici o psichiatrici
Un ampio studio su pazienti con infezione da Covid-19 ha rilevato che, in un terzo dei casi, i soggetti hanno sviluppato disturbi neurologici o mentali entro sei mesi dall’infezione.
Su oltre 236.000 pazienti – per la maggior parte statunitensi – un soggetto su tre sopravvissuto al COVID-19 ha ricevuto diagnosi di un disturbo mentale o psichiatrico entro sei mesi. I casi di ictus, demenza e altre patologie neurologiche post-COVID sono più rari, ma comunque significativi, soprattutto in chi ha avuto una forma grave della malattia.
I risultati indicano che le patologie mentali e i disturbi psichiatrici sono più comuni dopo il COVID-19.
Lo studio non è stato ancora in grado di determinare i meccanismi biologici o psicologici coinvolti, per i quali saranno necessari nuovi approfondimenti, con la prospettiva di prevenirli e trattarli.
Un precedente studio degli stessi ricercatori aveva riscontrato lo scorso anno come il 20% dei sopravvissuti al COVID-19 avesse ricevuto diagnosi di un disturbo psichiatrico entro tre mesi. I nuovi risultati indicano invece che il 34% dei soggetti ha ricevuto diagnosi di patologie neurologiche o psichiatriche entro sei mesi dall’infezione. Ansia, al 17%, e disturbi dell’umore, al 14%. Tuttavia, tra i soggetti ricoverati in terapia intensiva con COVID-19 grave, il 7% ha avuto un ictus entro sei mesi e quasi il 2% ha ricevuto diagnosi di demenza.
https://www.thelancet.com/journals/lanpsy/article/PIIS2215-0366(21)00084-5/fulltext
6-month neurological and psychiatric outcomes in 236 379 survivors of COVID-19: a retrospective cohort study using electronic health records Our study provides evidence for substantial neurological and psychiatric morbidity in the 6 months after COVID-19 infection. Risks were greatest in, but not limited to, patients who had severe COVID-19. This information could help in service planning and identification of research priorities. Comple...
07/04/2021
Uno studio di un gruppo di ricercatori del King's College London, dell'Università degli studi di Trieste e del Centro di Ingegneria Genetica e Biotecnologie di Trieste, ha identificato il meccanismo che porta alla fusione delle cellule infettate con Sars-Cov-2, individuando un farmaco in grado di bloccare questo processo.
Si tratta della Niclosamide, un medicinale usato da più di 50 anni per le infezioni intestinali.
Lo stesso gruppo di ricercatori ha scoperto che i polmoni dei pazienti morti per Covid-19, oltre a mostrare un esteso danno e la presenza di coaguli che bloccano la circolazione del sangue, contengono un vasto numero di cellule anormali, molto grandi e con molti nuclei, infettate dal virus anche dopo 30-40 giorni dal ricovero in ospedale. Queste cellule anomale sono generate dalla capacità della proteina Spike del coronavirus di stimolare la fusione tra le cellule infettate e le cellule vicine. Stimolati da queste osservazioni, i ricercatori hanno ora scoperto il meccanismo che consente la fusione delle cellule e trovato un farmaco in grado di bloccarne il processo.
Gli scienziati hanno scoperto un meccanismo completamente nuovo, attivato dalla proteina Spike e importante per il virus. Le ricerche mostrano come Spike attivi una famiglia di proteine della cellula, chiamate TMEM16, che sono indispensabili per la fusione cellulare. Questo meccanismo è anche alla base dell'attivazione delle piastrine, e potrebbe quindi anche spiegare perché il 70% dei pazienti con Covid-19 grave sviluppa una trombosi. Ora sappiamo che c'è almeno un farmaco, la Niclosamide, in grado di bloccare questo meccanismo.
La Niclosamide è un farmaco sintetizzato negli anni '70 del secolo scorso e usato a partire dal 1982 per la terapia delle infezioni intestinali dovute alla tenia. Il nuovo studio mostra come questo farmaco, inibendo TMEM16 e la fusione delle cellule, blocchi anche la replicazione del virus.
Sulla base di questi risultati, una sperimentazione clinica su 120 pazienti è già partita in India, dove l'infezione è ancora molto diffusa e si sta somministrando la Niclosamide a un gruppo di pazienti ricoverati in ospedale con Covid-19.
Il gruppo di ricerca è stato portato avanti dal prof. Mauro Giacca, professore dell'Università di Trieste, docente di Cardiovascular Sciences al King's College di Londra, e responsabile del Laboratorio di Medicina Molecolare dell'ICGEB.
https://www.nature.com/articles/s41586-021-03491-6
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