Davide Moroni
Amo i libri, la musica, il basket e la lingua sp****la. Viaggio appena posso, ma posso meno di quanto vorrei. Scrivo per lavoro e per piacere.
02/10/2024
Bucarest - Day 7
1) Chiudiamo questo viaggio con un giro a piedi tra alcune delle più belle chiese/monasteri della città, oggi incredibilmente piene di gente, tanto che a un certo punto Elisa ferma delle ragazze chiedendo loro in inglese che festa fosse. Erano così giovani e sapevano così bene l'inglese che hanno telefonato a un'amica perché chiedessimo a lei
2) Siamo passati davanti alla Casa Poporului, ovvero il mastodontico palazzo del parlamento voluto da Ceauşescu perché i SUV non erano ancora stati inventati. Io ci ero già entrato anni fa ed era stata una visita assurda con un viscido funzionario come guida a elencare quanto è grande l'edificio, quante tonnellate di marmo ha richiesto, quante persone sono state sfrattate dall'oggi al domani per fargli posto, quanti operai sono morti durante la sua costruzione. Ho evitato volentieri il bis
3) Bucarest circa cent'anni fa era chiamata "la Parigi dell'est". Quindi da qualche anno si sono inventati il Little Paris Museum, che pensavo fosse una vaccata per turisti, e infatti un po' lo è, ma un po' anche no: ricrea un paio di ambienti d'epoca con un mucchio di oggetti curiosi e ha un bagno dove fare la c***a è un doppio piacere
4) L'Hanul lui Manuc è uno degli edifici più vecchi della città: un antico caravanserraglio che oggi ospita, oltre a Starbucks (sigh) anche un ristorante tanto caro di sera quanto economico a pranzo (stiamo parlando di 7 euro a testa per tutto quello che si vede in foto, bevande e dolce esclusi). Non potevamo chiudere meglio questo viaggio, almeno dal punto di vista gastronomico
5) Per chiuderlo in generale, invece, andiamo in quella che è oggi l'attrazione turistica su cui Bucarest punta più forte (doppio sigh): Therme București, ovvero "la più grande spa dell'Europa dell'Est". Che in realtà è un enorme parco acquatico con scivoli molto belli e un'area spa che non è poi chissà che. Tutto molto scenografico, certo. Diciamo che ci sono andato per dovere di documentazione...
Bonus: Al rientro in Italia come al solito i bagni di Malpensa mi ricordano che abbiamo i cessi più sporchi d'Europa. Sì, anche in confronto a Paesi "arretrati" come la Romania.
30/09/2024
Bucarest - Day 6
1) Mattinata in periferia per visitare un vero appartamento dell'epoca comunista. Eravamo solo noi e il bravissimo Bogdan di che ci ha accompagnato nell'appartamento (feres significa finestra) e raccontato un sacco di cose sulla vita quotidiana dell'epoca, ma con una prospettiva dal basso, della gente comune, anche attingendo a ricordi personali dei racconti di genitori e nonni. È stata forse la cosa più cara fatta qui, ma è valsa ogni euro speso
2) Il mercato di Obor è il più grande e famoso di Bucarest. La maggior parte delle bancarelle sono di contadini che vendono direttamente i loro prodotti (tipo dei pomodori che sanno di pomodoro). La vera star del luogo è però la Terasa Obor: una tettoia con una manciata di tavoli, musica balcanica a palla e una coda infinita fuori che aspetta di ordinare i piatti del ricco menu: mici, senape, pane e birra. No, i mici non sono di carne di gatto. Forse. Di sicuro si digeriscono tra le 12 e le 24 ore
3) Di nuovo sotto la pioggia, facciamo un giro in centro, tra lo sgarrupato Pasajul Englez, il più pretenzioso Pasajul Macca-Villacrosse, la famosa libreria Carusel, la magnifica chiesa Stavropoleos e la Curtea Veche. Questa in teoria è la zona più antica di Bucarest e lì si trova anche la celebre statua di Vlad Tepeș (cioè "Dracula", anche se non lo è) riprodotta su tazze, magliette e magneti per frigo. E però la statua non si vede, risucchiata — indovinate un po' — nel cantiere di ristrutturazione
4) Ci rituffiamo nel Novecento romeno con il museo del Comunismo, che racconta in lunghissimi pannelli scritti quello che ci ha raccontato Bogdan questa mattina. È un po' finto ma tutto sommato non è male, senza Ferestroika ci sarebbe piaciuto, così invece abbiamo notato la differenza
5) Sempre più distrutti dal viaggio e dalla digestione, stasera ci limitiamo a una zuppa (che qui amano molto) e ci trasciniamo a nanna
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